lunedì 3 aprile 2017

Veikkausliiga 2017: il punto sulle 12 squadre!

Dopo la lunga e noiosa pausa invernale, “mitigata” in parte dalla Suomen Cup, mercoledì 5 aprile torna finalmente la Veikkausliiga! E noi di Calcio Finlandese, come sempre da qualche anno a questa parte, facciamo una breve analisi delle 12 contendenti. Eccole dunque, in ordine rigorosamente alfabetico, con alla fine della descrizione l’obiettivo che, a nostro avviso, potrebbero prefissarsi.
Buona lettura…e buon campionato a tutti!

HIFK - Squadra da rifare ex novo o quasi. Antti Muurinen ha guidato i “tähtirinnat” alla salvezza lo scorso anno, ma per strada ha perso molti protagonisti. Hanno terminato il loro contratto Conti, Peltonen, Sinisalo, Taulo, Bäckman, Jurvainen, Terävä, Kuusijärvi, Salmikivi, Eriksson ed Anyamele, oltre a Korhonen (ceduto all’Honka) e Mustonen (che va ad Oulu). Gli arrivi, al momento, sono A Lody (difensore, dall’Honka), il portiere Maanoja dal Lahti, lo svincolato Raimi e la punta Ismail dal fallito PK-35. Conquistarsi un’altra salvezza sarà dura e il disastroso girone di coppa (quarto posto finale) desta più di una preoccupazione, ma l’HIFK il vero fuoriclasse ce l’ha in panchina…
Obiettivo: salvezza

HJK - Era dal 2007 che il Klubi non concludeva una stagione con “zero tituli”. Dopo l’annata appena trascorsa, con lo scudetto sfuggito nelle ultime giornate e la Suomen Cup lasciata al SJK ai rigori, la dirigenza ha confermato Mika Lehkosuo, lasciandogli però chiaramente intendere che quest’anno la musica dovrà cambiare. Atomu Tanaka è tornato a pieno regime e già questa è una notizia, dopo il grave infortunio che lo ha tenuto lontano dal campo per tutta la seconda parte di stagione, privando così il Klubi della sua principale fonte di gioco. La difesa è stata completamente rivoluzionata: bocciata in toto la coppia Tatomirović-Rexhepi, che se ne vanno insieme a Taiwo; Sorsa saluta la società dopo 12 anni (con brevi parentesi all’estero) e si accasa al KuPS, mentre fanno le valigie anche Alho (all’Halmstad, in Svezia), Oduamadi, oltre agli svincolati Forssell e Kohlemainen. Nel reparto arretrato i nuovi arrivi sono Obilor (dall’Inter Turku), Pirinen (dal RoPS) e Patronen (dal Sogndal), mentre a centrocampo c’è Yaghoubi. I veri colpi di mercato, tuttavia, l’HJK li ha fatti in prima linea riportando ad Helsinki Demba Savage, dopo la sfortunata parentesi svedese, e soprattutto riscattando Alfredo Morelos. Un investimento importante (la cifra si aggira intorno ai 500mila euro), ma che potrebbe trasformarsi in una clamorosa plusvalenza, se il 20enne colombiano dovesse confermare la media realizzativa della scorsa stagione. Vietato sbagliare per “Bana” Lehkosuo, e almeno in coppa il Klubi va alla grande, con la finale in tasca (affronterà il SJK in quella che è a tutti gli effetti una rivincita della scorsa edizione).
Obiettivo: scudetto

IFK MARIEHAMN - La sbornia post-scudetto è finita. Ora è il momento, per i biancoverdi, di tornare sulla terra ed affrontare la (non troppo morbida) realtà. I pezzi pregiati hanno tutti salutato le Åland (Diego Assis, Viitala, Orgill, Mäkinen, oltre ad Ibrahim e Wright, che si ritira) e i soli nuovi arrivi, per ora, sono il difensore 18enne Mäenpää dall’Haka, e l’attaccante dello Zimbabwe Mkosana, dai New York Cosmos, oltre al centrocampista Sellin proveniente dagli svedesi del Sundsvall. Ripetersi sarà molto dura, in coppa è arrivata l’eliminazione ai quarti per mano dell’HJK e, senza ulteriori rinforzi, anche l’avventura in Champions League rischia di finire ancor prima di cominciare, considerando tra l’altro che, in virtù del basso coefficiente UEFA, la formazione di Lundberg non sarà testa di serie. 
Obiettivo: piazzamento europeo

ILVES - I giovani in vetrina delle “linci” non potevano certo passare inosservati; e così, in attesa di sapere il destino di Lauri Ala-Myllymäki (che almeno in questa stagione dovrebbe comunque rimanere a Tampere), Mikael Soisalo ha salutato i gialloverdi per approdare all’academy del Middlesbrough. Senza dubbio la cessione più “roboante” di questa sessione di mercato in Finlandia. Oltre al talentino 18enne lasciano il Tammela anche Lahtinen, Milosavljević, Diogo Tomas, Aho, Ly, Hjelm e Korte. Occhio però, perché il mercato in entrata può riservare sorprese interessanti: sono arrivati infatti Tamminen dal VPS, Ngueukam e Penninkangas dal SJK, Tanska dal Lahti e soprattutto Iiro Järvinen (20enne trequartista di talento, la scorsa stagione 27 presenze e 7 gol con il JJK in Ykkönen). Chissà che Wiss non abbia già trovato il nuovo Soisalo per confermare l’ottima annata appena conclusa…nel frattempo le “linci” in coppa hanno fatto piazza pulita degli avversari, vincendo tutte le partite e guadagnandosi la semifinale contro l’HJK, persa per 1-0 ma con Lauri Ala-Myllymäki che a pochi minuti dalla fine ha fallito il rigore dei possibili supplementari.
Obiettivo: piazzamento europeo

INTER TURKU - Salvezza raggiunta solo dopo lo spareggio-fratricida contro il TPS, Shefki Kuqi in panchina (con l’italiano Fabrizio Piccareta, già secondo di Paolo di Canio allo Swindon prima e al Sunderland poi, a fargli da spalla) e una squadra ambiziosa. Ecco l’Inter Turku versione 2017. I nerazzurri hanno perso sul mercato Duah (al KuPS), Nebihi (destinazione esotica: Thailandia), Obilor (all’HJK), oltre a Lehtovaara, costretto al ritiro a causa dei numerosi infortuni, e agli svincolati Sow, Belica, Nwanganga, Monsalve, Tamboura, Zeneli e Ferati. Gli arrivi, tuttavia, sono di qualità. Primo su tutti il ritorno di Mäkitalo e, soprattutto, di Timo Furuholm, dopo le esperienze tedesche con Fortuna Düsseldorf e Hallescher. Dentro anche il portiere Koponen dal SJK, il difensore Markkula dal neopromosso JJK e Kevin Mombilo, centrocampista 23enne, dal PK35. È stato aggregato ai “sinimustat” anche Mastokangas, giovanissima promessa (appena 15 anni) arrivata dal Kaarina, oltre al brasiliano Alan Henrique e (udite udite) nientemeno che Julien Faubert, ex West Ham, Bordeaux e Real Madrid. Buono il cammino in Coppa (fuori ai quarti contro il SJK dopo essere stato in vantaggio per 2-1). 
Obiettivo: piazzamento europeo

JJK – Girone di Suomen Cup imbarazzante (ultimo posto con 19 gol subiti, di cui 9 in una sola partita contro il KuPS), mercato con pochi lampi (Gustavsson, Pyhäranta, Välimaa, Poutiainen e il ritorno di Leppänen dopo soli tre mesi passati al KuPS) e cessioni importanti (Järvinen all’Ilves e Markkula all’Inter Turku, oltre agli svincolati Etock, Lähitie, Viljala, Itkonen). Sulla carta le “volpi” di Jyväskylä sono tra le principali candidate alla retrocessione diretta. Spetterà a Juha Pasoja smentirci.
Obiettivo: salvezza

LAHTI – Squadra enigmatica, difficile stabilire cosa possa combinare in questa stagione. Di certo la Suomen Cup non è andata bene (quarto posto nel suo girone e conseguente eliminazione) e le partenze sono importanti (Tanska, Multanen, Rafael, Tammilehto, Länsitalo, Tatar, Bonilha, Euller, Shala, Ahola e, soprattutto, Jasse Tuominen, passato ai campioni bielorussi del BATE). I “black drones”, tuttavia, hanno dimostrato più di una volta di potersela giocare con chiunque (ricordate il 4-1 al “Sonera” della scorsa stagione che, di fatto, costò lo scudetto all’HJK?). Sono arrivati Taimi, Hertsi, Nazimov, Osipov, Helmke, Jovanović, Vasyutin e, da ultimo, l’attaccante brasiliano Stenio. Conquistarsi una salvezza tranquilla è il primo obiettivo: tutto il resto per Korkeakunnas e soci sarà tanto di guadagnato.
Obiettivo: zona tranquillità

KUPS - È una delle squadre che si è rinnovata di più rispetto all’anno scorso. Ceduti Ääritalo (TPS), Jaiteh (in Israele), Hakola (al VPS), Pennanen (al Miedź Legnica, farà compagnia a Petteri Forsell), oltre agli svincolati Jovović, Diallo, Onobi, Pöntinen, Abubakar, Hill, Poutiainen, Hoivala, Lautamaja e Onobi. Alla corte di Honkavaara, che ha preso il posto di Rajamäki in panchina, arrivano Sorsa dall’HJK, Mäkelä dall’Haka, Duah dall’Inter, Saxman dal RoPS, Boxall dal VPS, l’interessante 21enne Leppänen dal JJK (che però è stato rimandato indietro dopo nemmeno tre mesi), ma soprattutto Ats Purje, che torna a Kuopio dopo due stagioni al Nõmme Kalju, condite da 74 presenze e 32 gol tra campionato, coppa di Estonia e preliminari di Europa League: si prevedono scintille in prima linea con Gbolahan Salami. Acquisti importanti e un nuovo allenatore per provare a migliorare il settimo posto dello scorso anno. Staremo a vedere.
Obiettivo: piazzamento europeo

PS KEMI - Prima sorpresa, poi in spaventoso calo, ma alla fine i Kings la salvezza lo scorso anno l’hanno raggiunta, seppur con qualche brivido di troppo. La cessione di Billy Ions al SJK ha pesato e non poco per la formazione di Åhman, che in questa stagione dovrà fare i conti anche con la partenza di Törnros (tornato in Svezia), oltre che di Taimi (ceduto al Lahti) e di Veteli (ai norvegesi del Fredrikstad), e poi di una moltitudine di svincolati: da Vasile a Vilmunen, da Bitsindou a Eissele, passando per i vari Savić, Stewart, Könönen (ritiratosi a 39 anni), Turpeenniemi, Pennanen e, da ultimo, anche il capitano Gillighan. Gli acquisti sembrano comunque lasciare qualche speranza di salvezza: sono arrivati Nurmos (difensore, dall’Oulu), Aalto (punta dal KTP) il portiere Forsman dal TPS, oltre a Laitinen (difensore) dal KTP e le giovani promesse Lehto (trequartista 19enne) dal Jazz e Karjalainen (stesso ruolo, 20 anni proveniente dall’Oulu, da seguire). In entrata si registrano anche gli arrivi del centrocampista estone Kaljumäe (dal Levadia) e poi di un trio “esotico” composto dal colombiano Salazar, dal gambiano Mansally e dal trinidadense David. Nella fase a gironi di Suomen Cup questo mix, ahiloro, non è bastato (fuori nel gruppo A dietro a KPV e RoPS). A Kemi si augurano che in campionato la musica cambi.
Obiettivo: salvezza

ROPS - Sesto posto lo scorso anno e tanta voglia di ripetersi ad alti livelli per il RoPS. La squadra di Malinen ha perso per strada Mäkitalo (ceduto all’Inter), Saksela (destinazione Olanda, Sparta Rotterdam), Saxman (al KuPS), Pirinen (all’HJK), oltre agli svincolati Galán, John, Nganbe, Prosa, Saine, Jammeh, Osei, Lahdenmäki, Mravec e Back. In difesa confermati i giovani Väisanen e Järvenpää dall’HJK, mentre c’è molta curiosità per il ritorno in Finlandia di Sakari Tukiainen, dopo la buona stagione disputata con il Flora Tallinn (26 presenze e 14 gol in campionato). In entrata anche Kaita dall’Hercules (primo nigeriano ad essere stato espulso in Coppa del Mondo, nel 2010 contro la Grecia), l’attaccante Eze (anche lui nigeriano), il ghanese Addy dal Delhi Dynamos e Tatomirović dall’HJK. Da seguire infine due giovani di belle speranze come Anselmi Nurmela (20enne centrocampista proveniente dall’Oulu, figlio del più celebre Mika) e Saku Ylätupa, attaccante classe ’99 arrivato in prestito dall’HJK per farsi le ossa. In coppa i lapponi hanno raggiunto i playoff dopo il secondo posto nella fase a gironi, ma sono stati eliminati dal SJK.
Obiettivo: zona tranquillità

SJK - Dopo la Suomen Cup vinta l’anno scorso e lo scudetto sfuggito proprio sul filo di lana, la formazione di Valakari si candida anche quest’anno per essere protagonista. Partenze importanti (Ngueukam, Koponen, Moratalla, Aalto, Vasara – che farà l’allenatore – oltre a Riski, Rahimi e Ojala) ma arrivi di qualità: il congolese Aristote M’Boma, classe ’94, 27 presenze e 18 gol con l’Oulu la scorsa stagione; il centrocampista Hradecky dai cechi del Bohemians; e poi Dani Hatakka dal Brann (difensore), la punta camerunense Bertrand-Abang e i “latini” Bardanca dal Jaén, Antón dall’Eldense (entrambi spagnoli) e lo svincolato Guichón (uruguayano), quest’ultimo già autore di due gol in Suomen Cup, dove il Kerho se la vedrà in finale contro l’HJK. Ci si aspetta inoltre molto da Elias Ahde, classe ’96, tornato dal prestito all’Haka e che in coppa ha realizzato 5 reti in 6 partite.
Obiettivo: scudetto

VPS –  A Vaasa mercato come sempre in sordina, almeno in entrata. Hanno fatto le valige Boxall (al KuPS), Kobozev (in Svezia allo Jönköping), Tamminen (all’Ilves), Hertsi (al Lahti), Peth (allo Jaro), Soiri ai bielorussi del Soligorsk e, soprattutto, il talentino Alanko (18 anni), che dopo il prestito a Jakobstad è stato acquistato dal Vienna (terza divisione austriaca). Gli arrivi di Hakola, Volotinen, e degli estoni Meerits e Jürgensen non sembrano far dormire sonni tranquilli ai tifosi, con la squadra bianconera che in coppa è stata eliminata ai playoff dall’Inter Turku. Il bravo Vuorinen dovrà, come sempre, fare le nozze con i funghi. Ma nelle ultime stagioni gli è riuscito decisamente bene…
Obiettivo: zona tranquillità



mercoledì 18 gennaio 2017

Intervista esclusiva a Fabrizio Piccareta, allenatore in seconda dell'Inter Turku!

Fabrizio Piccareta con la divisa dell'Inter Turku; il tecnico italiano sarà l'assistente di Shefki Kuqi alla guida dei "sinimustat" (fonte immagine: fcinter.fi)

Il 2017 ha portato nel calcio finlandese un altro pezzo di Italia. Ed è un vero pezzo da novanta! Fabrizio Piccareta, infatti, è il nuovo allenatore in seconda dell'Inter Turku. Lo abbiamo raggiunto e ci ha gentilmente concesso questa intervista. Buona lettura a tutti!

Fabrizio Piccareta, una carriera importante in società prestigiose (settori giovanili di Inter e Sampdoria, secondo di Paolo Di Canio allo Swindon e al Sunderland e, da ultimo, un incarico per la FIGC in qualità di osservatore). Ora inizia l’avventura all’Inter Turku, dove sarà l’assistente di Shefki Kuqi. Chi o cosa l’ha portata ad accettare l’incarico in Finlandia?

Ho accettato volentieri la proposta di Shefki di venire a lavorare con lui in primo luogo perché, conoscendolo da qualche anno, so quanto sia un professionista preparato e, soprattutto, una persona di grande spessore umano. Con lui abbiamo frequentato sia il corso UEFA A che il corso UEFA PRO in Scozia ed in più di un'occasione abbiamo avuto modo di condividere idee e capire che siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Detto ciò, come professionista che ha già avuto esperienze all'estero, sono molto contento e motivato a far bene anche qui in Finlandia. 

Ci parli dei suoi primi giorni a Turku: che ambiente ha trovato, come le sono sembrate le strutture della società e il livello della squadra, e il suo rapporto con giocatori e staff.

Conoscevo l'Inter Turku grazie a ciò che sapevo da Shefki. Va detto che è comunque uno dei club più conosciuti del calcio finlandese. Inoltre nella mia esperienza alla Sampdoria avevo avuto modo di sapere che Niklas Moisander è originario proprio di Turku e quest'anno ho trovato qui suo fratello gemello Henrik. Le strutture del club non hanno nulla da invidiare a molti club italiani e la società è assolutamente molto organizzata e professionale sotto tutti gli aspetti. Pur essendo qui solo da pochi giorni, ho potuto già apprezzare la professionalità e la competenza dei membri dello staff con i quali si è instaurato da subito un ottimo rapporto. Quotidianamente sto imparando a conoscere meglio i calciatori sia dal punto di vista tecnico che umano, ma già adesso mi hanno favorevolmente impressionato.

L’Inter Turku non vince una competizione dal 2009 e nell’ultima annata ha conquistato la permanenza in massima serie solo dopo lo spareggio con i “cugini” del TPS: quali sono le vostre aspettative per la prossima stagione?

Le aspettative per un club come il nostro sono ovviamente alte, soprattutto dopo le difficoltà della scorsa stagione. Gli stessi calciatori sono consapevoli di questo e l'approccio alla preparazione è stato subito molto positivo. Le potenzialità del club sono tali per cui l'obiettivo di una qualificazione ai preliminari di Europa League è da considerarsi alla nostra portata. So che con il TPS c'è una rivalità piuttosto sentita ed è un peccato non poterli affrontare in Vekkausliga quest'anno. Mi sarebbe piaciuto respirare l'atmosfera di un derby!

La nazionale finlandese non si è mai qualificata per una grande competizione, ed anche le squadre di club faticano fuori dai confini. Ritiene che questa situazione si manterrà anche negli anni a venire oppure potremmo assistere in un prossimo futuro ad un exploit come, ad esempio, quello dell’Islanda ad Euro 2016?

Non conosco ancora abbastanza il calcio finlandese per poter giudicare i motivi che causano questa difficoltà, sia a livello di club che di nazionale. È evidente che qualcosa va modificato soprattutto a livello di "sviluppo giovanile", così come hanno iniziato a fare anni fa altri paesi scandinavi. 

Un’ultima domanda: cosa pensa del blog e della pagina Facebook “Calcio finlandese”?

Credo che sia un blog molto interessante perché porta a conoscenza degli appassionati anche le vicende calcistiche di una nazione che, come sappiamo, non ha grande appeal nel nostro paese e grazie a voi si possono invece conoscere calciatori e squadre che, come sto avendo modo di capire ora che sono qui, possono sicuramente garantire un buon livello di gioco. 

Ringraziamo l'ufficio comunicazione del FC Inter Turku per il nulla osta concesso all'intervista e, soprattutto, mister Piccareta per la disponibilità e cortesia mostrateci. A lui il nostro più grande "in bocca al lupo" per la stagione 2017! 

domenica 9 ottobre 2016

Intervista esclusiva con i ragazzi del blog "Calcio Islandese e Faroese" !

Giovedì scorso le nazionali di Islanda e Finlandia si sono affrontate in una gara valida per le qualificazioni ai mondiali del 2018. Sappiamo tutti com'è finita (3-2 per l'Islanda quando, fino all'89', era la Finlandia a condurre 2-1), ma al di là del risultato questa è stata l'occasione per contattare i nostri "colleghi" del blog (con annessa pagina Facebook) "Calcio Islandese e Faroese". Ne è uscita una gran bella intervista, che riporto integralmente qui sotto. Buona lettura!

I nostri Blog sono stati avversari per la seconda giornata di qualificazione ai Mondiali di Russia 2018. È stata una gara molto divertente, che l’Islanda è riuscita a portare a casa nei minuti finali. Come avete visto l’Islanda in questo match e, più in generale, riuscirà secondo voi a ripetere l’exploit dell’europeo qualificandosi anche per il mondiale?

Giovedì è stata sicuramente una bella serata al Laugardalsvöllur. I ragazzi sono entrati in campo nella giusta maniera e cercando di tenere un buon possesso palla. Nonostante ciò, la Finlandia è stata brava nell’aspettarci e nello sfruttare la prima grande occasione che ha avuto nel match. Probabilmente gli unici due errori che abbiamo commesso sono stati nelle due reti subite; errori più di reparto che di singoli giocatori, ma stiamo lavorando bene in questi giorni e siamo pronti a non commetterli nuovamente in futuro. Il secondo gol è stato, comunque, un po’ fortuito, e certamente non possiamo prendere un goal del genere e lo sappiamo bene. Tuttavia, siamo stati bravi nel crederci fino alla fine. Le partite durano 95 minuti ed è un tempo più che sufficiente per poter portare a casa il bottino pieno. Più in generale, siamo molto contenti per la prestazione della squadra e per il ritorno di Björn Bergmann Sigurðarson nel gruppo. Mancava ormai dal 2012 e nonostante la sua convocazione sia stata accolta con un po’ di malumore, è stato bravo Heimir Hallgrímsson che ha deciso di inserirlo tra i titolari per farlo sentire importante, come è giusto che sia. Le possibilità di qualificarci ai Mondiali, dopo aver partecipato agli Europei, chiaramente ci sono tutte. Il gruppo è cresciuto molto in termini di esperienza, anche con le rispettive squadre di club dove i ragazzi giocano tuttora. Allo stato attuale siamo completamente concentrati su questo girone di qualificazione e se vogliamo continuare a far parlare di noi e a rendere orgogliosa la gente islandese, abbiamo una sola strada da percorrere. Il girone è molto equilibrato: il Kosovo è una nazionale che ha buoni elementi a disposizione, noi conosciamo bene Avni Pepa che gioca nell’ÍBV, la Finlandia l’abbiamo appena affrontata, la Turchia l’abbiamo vista anche nelle precedenti qualificazioni e ha aggiunto al gruppo dei giovani molto forti, Emre Mor su tutti. L’Ucraina, che abbiamo affrontato nella prima gara, è una nazionale sempre molto difficile da affrontare e la Croazia è ormai annoverata tra le grandi. Sarà un girone che probabilmente si deciderà nelle ultime giornate, se non proprio nell’ultima.  

I punti di forza dell’Islanda sono gli stessi che abbiamo visto agli ultimi Europei? O c’è dell’altro che ancora non sappiamo della formazione di Hallgrímsson e che magari ci verrà svelato nei prossimi match? Qualche giovane in rampa di lancio, magari, oppure delle nuove innovazioni tecnico-tattiche…?

L’Islanda ha una propria mentalità e un’identità di gioco ben definita. Sicuramente contro squadre che tendono a chiudersi, cercheremo di avere più possesso palla rispetto al passato, ma noi siamo una nazionale che entra in campo prevalentemente per lottare. Due giocatori molto importanti nello scacchiere tattico di Heimir Hallgrímsson, sono i due attaccanti Kolbeinn Sigþórsson e Jón Daði Böðvarsson. Il primo fa un lavoro di sponda molto importante, protegge e difende bene la palla ed è molto utile negli inserimenti dei centrocampisti, Gylfi Þór Sigurðsson in particolare. Il secondo è il classico giocatore che agli osservatori neutrali potrebbe non piacere, ma che è di vitale importanza. Il suo ruolo in campo è quello di correre per tutta la durata del match senza mai fermarsi, girare intorno a Kolbeinn Sigþórsson, tornare in difesa ad aiutare i compagni e fare a sportellate non solo con i difensori avversari, ma con qualsiasi giocatore si ritrova di fronte. Il cosiddetto “lavoro sporco” di Jón Daði Böðvarsson, ci permette di essere sempre in superiorità numerica nelle varie zone del campo, dove si concentra il gioco. Tuttavia, Kolbeinn Sigþórsson non è stato convocato in queste gare di qualificazione ai Mondiali perché ha ancora dei problemi al ginocchio, ed è stato costretto a saltare anche la precedente sfida con l’Ucraina.  Jón Daði Böðvarsson è stato convocato, ma ha ancora qualche problema, non a caso ha saltato il match con la Finlandia.
Con i giovani siamo messi molto bene. Martedì abbiamo una sfida cruciale contro l’Ucraina, per le qualificazioni agli Europei del prossimo anno in Polonia. Anche Eyjólfur Sverrisson sta facendo un grande lavoro, è stato un giocatore molto importante della nazionale e tutta la sua esperienza può solo far bene ai ragazzi. Alcuni di loro sicuramente troveranno posto nella nazionale maggiore, mentre per altri ci sarà il solito problema che tutti i CT vorrebbero avere. L’Islanda dall’esterno viene vista con sorriso per via dei suoi “pochi” abitanti, quindi la domanda che tutti si fanno è: come è possibile trovare tanti bravi giocatori per formare una nazionale competitiva? C’è da dire che Heimir Hallgrímsson può contare su un gruppo di almeno 35 – 40 validi calciatori, oltre a coloro che vengono puntualmente convocati, che farebbero sicuramente al caso di molte selezioni di altri paesi. Se pensiamo che Viðar Örn Kjartansson non è stato convocato per gli Europei, come Haraldur Björnsson, Solvi Geir Ottesen Jonsson, Hólmar Örn Eyjólfsson, Hallgrímur Jónasson, Ólafur Ingi Skúlason, Rúrik Gíslason o giocatori come Kristinn Jónsson e Diego Johannesson Pando o Björn Daníel Sverrisson e Kristinn Steindórsson o Matthías Vilhjálmsson e Arnór Smárason, che non entrano quasi mai nel gruppo, se non per le varie tournée invernali, rende l’idea del valore dei soliti noti che vengono puntualmente chiamati in causa. Sicuramente nell’Under21 ci sono giocatori che faranno al caso della nazionale maggiore come i quattro di difesa, Oliver Sigurjónsson a centrocampo o Elías Már Ómarsson e Albert Guðmundsson in attacco, senza trascurare i tre portieri, ma è sempre complicato fare delle scelte.

La federazione islandese (KSÍ) ha fatto un lavoro incredibile per far crescere il movimento calcistico nel paese, culminato con la qualificazione ai quarti di finale di Euro 2016, e anche le squadre giovanili non sono da meno (l’under-21 è prima nel suo girone di qualificazione all’europeo di categoria). Raccontateci brevemente i principali interventi svolti in questi ultimi anni nel paese, sia in termini tecnici che logistico/organizzativi.

La federazione calcistica islandese ha fatto un grande lavoro negli ultimi anni. Una prima svolta ci fu negli anni ’90 quando uno studio rivelò i problemi di alcolismo e tabagismo nella maggior parte dei giovani locali. Da qui l’idea di puntare sullo sport per debellare le due piaghe sociali. Nel 2002, sull’isola c’era un solo campo da calcio coperto. Oggi l’Islanda può contare su undici campi al coperto riconosciuti ufficialmente dalla federazione, campi dove sono nati calcisticamente parlando i vari Gylfi Þór Sigurðsson e Kolbeinn Sigþórsson, oltre a venti campi sintetici e più di cento campi da calcetto, costruiti in tutto il paese. Proprio in questi giorni, all’Egilshöll si è allenata la nazionale e si è disputato un match molto divertente tra le tifoserie organizzate dell’Islanda e della Finlandia, che oltretutto ha visto vincere i padroni di casa anche qui, per sei reti a uno. Le strutture di qualità, naturalmente, sono state affiancate da una formazione molto accurata. Gli allenatori per poter fare il loro lavoro in Islanda, devono avere la licenza Uefa B, e attualmente sono circa 700 ad averla e sono tutti ben pagati. Non a caso, se vuoi avere un confronto sul calcio giovanile in Islanda con la gente del posto, in molti arriveranno prima o poi a dirti che ci sono più possibilità che un bambino sia allenato da tecnici professionisti in Islanda, rispetto ad un qualsiasi altro stato al mondo. La passione e l’orgoglio degli islandesi hanno poi fatto il resto. Recentemente, Geir Þorsteinsson ha ricevuto un’offerta dalla EA Sports per introdurre la nazionale islandese all’interno di FIFA17, ma è stata immediatamente rifiutata e giudicata ridicola. Un’offerta troppo bassa non avrebbe portato alcun beneficio all’interno della federazione e un prodotto che funziona così bene, come quello islandese, non poteva essere ceduto “gratis” secondo il presidente della KSÍ.

Come avete visto dall’esterno la nazionale finlandese che avete affrontato giovedì? Credete che in futuro possa qualificarsi ad una fase finale di una grande competizione?

La nazionale finlandese ha grandi individualità all’interno della propria rosa. Ha giocatori di grande esperienza come Lukáš Hradecký e un signor difensore come Niklas Moisander, che ha vestito maglie molto importanti in Olanda e che ha giocato in Italia con la maglia della Sampdoria, Teemu Pukki è un attaccante per certi versi simile al nostro Alfreð Finnbogason, per non parlare della stella del futuro, ma sicuramente anche del presente, Joel Pohjanpalo. Giovedì ci aspettavamo qualcosa in più dalla Finlandia, ma nel complesso non si può dire nulla ad una squadra che fino a pochi istanti dal termine si trovava in vantaggio contro una nazionale che non perde tra le mura amiche dal 2013. Probabilmente sì, anche la Finlandia arriverà a qualificarsi per una manifestazione importante, Europei o Mondiali che siano. Tra l’altro, ci sono nuove regole per la qualificazione agli Europei, e in più verrà introdotta la Nations League che potrebbe aiutare in questo senso.

In Finlandia il calcio non è lo sport principale, soppiantato da altre discipline come l’hockey su ghiaccio. In Islanda invece, complici anche gli ultimi risultati, si è creata un’empatia incredibile tra la nazionale e l’intera popolazione.  Come potete spiegarci questo incredibile fenomeno sociale?

In Islanda la nazionale di calcio, ma anche di qualsiasi altro sport, è vissuta come più di una semplice selezione. La gente tratta i propri beniamini come degli eroi nazionali, i Tólfan (sostenitori della nazionale islandese che in italiano significa “dodici” ed è facile intuire il motivo della scelta di questo nome) seguono l’Islanda in ogni parte del mondo e crediamo che in Francia un po’ si sia visto tutto l’affetto per i nostri colori. Lo sport nazionale fino a poco tempo fa era la pallamano. Chissà, forse lo è ancora, forse lo è il calcio. Noi un’idea ce la siamo fatta: l’Islanda non ha un vero e proprio sport nazionale. Tutti gli sport, maschili e femminili, sono ormai molto seguiti ed è molto semplice reperire notizie di ogni tipo. Sicuramente il calcio, la pallamano e il basket hanno grande rilevanza all’estero, ma anche nella pallavolo si iniziano a intravedere buoni risultati e persino nelle freccette! Ebbene sì, la squadra nazionale islandese di freccette è stata impegnata nella WDF Europe Cup 2016, nel girone che comprendeva anche Germania, Malta e Lussemburgo. Per concludere, i calciatori stranieri che vengono in Italia, soprattutto i sudamericani, considerano il campionato italiano come l’università del calcio. Dunque converrai con noi che niente ci impedisce di etichettare l’Islanda come l’università dello sport. 

Credete che il modello-Islanda possa essere replicato anche per gli altri paesi del nord Europa (Danimarca, Norvegia etc.), attualmente abbastanza in difficoltà a livello di squadre nazionali?

Ci vuole grande programmazione, voglia di non arrendersi mai e tanto tanto entusiasmo. Questi sono in realtà i nostri piccoli segreti. Credo che anche Danimarca e Norvegia, restando nella nostra Scandinavia, o qualsiasi altro stato al mondo possa replicare il nostro “modello”. Alla base di tutto, però, deve esserci quanto detto poco fa. Tuttavia, sarebbe un sogno per tutti noi, assistere un giorno ad un campionato europeo e/o mondiale con tutte le nazionali scandinave partecipanti. Obbiettivo dichiarato, oltre che semplice sogno.

Se la nazionale va alla grande, le squadre di club islandesi stentano ancora ad affacciarsi alle fasi a gironi delle competizioni UEFA. Ritenete che questo gap possa colmarsi negli anni a venire oppure ci aspettano altre eliminazioni nei turni preliminari?

Nel 2014 lo Stjarnan è andato molto vicino alla qualificazione alla fase a gironi di Europa League, venendo eliminata dall’Inter nei playoff, anno in cui vinse uno storico campionato da imbattuto. Sicuramente è l’ultimo step che l’Islanda, più che altro i vari club islandesi, devono compiere in questi anni e crediamo che presto potrebbero riuscirci. Confrontandoci anche con diversi esponenti del calcio islandese, Il problema principale è che sull’isola non c’è un vero e proprio campionato professionistico. I migliori giocatori, tra l’altro, vanno a giocare all’estero in campionati più competitivi e questo crea delle difficoltà nelle società, che comunque sono consapevoli di questo “rischio”. La Pepsideild è diventata sempre più equilibrata in questo periodo ma magari, malgrado questi “problemi”, per vedere una squadra islandese alla fase a gironi di una delle due competizioni europee, potrebbe mancare meno di quanto in realtà ci aspettiamo.  

Cosa ha spinto dei ragazzi italiani ad aprire un blog sul calcio islandese e faroese e quanti sono i collaboratori che fanno parte della redazione?

Il blog inizialmente è nato come un semplice passatempo estivo: agli esordi si occupava soltanto del massimo campionato islandese (Pepsideild), e delle competizioni internazionali riguardanti club e nazionali islandesi. Successivamente, il blog si è aperto anche alla seconda divisione islandese (Inkassodeild) e al campionato faroese (Effodeildin). Pian piano sono aumentati quindi anche gli articoli da scrivere e le squadre da seguire. Adesso abbiamo definitivamente introdotto un'ulteriore novità, ovvero il calcio femminile. Tra l’altro le nostre due nazionali Under19 si sono affrontate recentemente con la Finlandia, poiché erano nello stesso girone di qualificazione agli Europei di categoria, che comprendeva anche il Kazakistan. Rispetto agli esordi, ciò che non è mai cambiato è la passione che ci anima. Potremmo dire che oltre a essere un sito è un punto di riferimento. Siamo cinque ragazzi che lavorano costantemente per fornire il maggior numero di notizie agli appassionati lettori che ci seguono. La nostra redazione è come una piccola grande famiglia composta da Francesco Cositore, che è il fondatore, Fabio Quartino che è recentemente diventato papà (ancora tanti auguri!), Mattia Giodice, Giuseppe Emanuele Frisone e Cristiano Romanelli. Oggi siamo un bel team che si diverte raccontando (e racconta divertendosi) il calcio islandese e faroese dando uno sguardo anche a quello groenlandese per motivi di vicinanza geografica, ma non solo.

Quali sono i vostri sogni e le vostre speranze per il futuro, a breve e lungo termine?

Il nostro sogno è sicuramente augurarci che i nostri followers ci continuino a seguire con tutto l’entusiasmo e la passione che ci dimostrano ogni giorno. La nostra più grande vittoria è vedere come e quanto viene apprezzato il “lavoro” che facciamo tutti i giorni e speriamo che siano sempre contenti di come gestiamo il Blog. È bello vedere che molti lettori hanno stretto delle amicizie tra loro proprio grazie a noi. Abbiamo un discreto pubblico anche in Islanda e nelle Fær Øer, quindi niente potrebbe andare meglio in questo senso. Con le nostre nazionali abbiamo diversi sogni. L’essere umano vive di sogni e non c’è niente di più bello che sognare di poterli realizzare. Ci piacerebbe a breve termine, ragionando sui prossimi due anni, vedere almeno una squadra islandese in una delle due competizioni europee. Sogno condiviso per le squadre faroesi. Cercare di fare un buon europeo con la nazionale islandese femminile e le possibilità ci sono tutte, dato che sicuramente quella di Freyr Alexandersson è la nazionale più forte di sempre e, possibilmente, superare la fase a gironi con la nazionale maschile islandese Under21 agli Europei di categoria, se dovesse qualificarsi come tutti ci auguriamo per Poland 2017.
Con la Nazionale maggiore, qualificarsi ai Mondiali 2018 è l’obbiettivo ormai dichiarato da tutti.
Per la nazionale faroese, il nostro sogno è riuscire a totalizzare più di tredici punti nel girone e dare quanto più fastidio possibile alle “grandi”.
Ragionando a lungo termine, ci piacerebbe un giorno seguire le varie nazionali islandesi e faroesi in ogni categoria e i club dalla Pepsideild e dall’Effodeildin in giù, tutti insieme da vicino. Vedere ammessa la nazionale groenlandese alla UEFA e alla FIFA. Continuare a crescere insieme, realizzare dei progetti per il Blog a cui stiamo pensando in questi giorni e naturalmente vincere qualcosa di importante a livello internazionale.
Siamo anche molto romantici, dunque il più grande sogno in assoluto che ci piacerebbe realizzare, non così tanto difficile in realtà, è qualcosa che Paolo Condò ha detto durante Euro2016, dove noi non possiamo non condividere: Eiður Smári che lascia la nazionale islandese per far posto a suo figlio, Sveinn Aron. La storia si ripeterebbe, di padre in figlio.


martedì 20 settembre 2016

Diario di un italiano in Finlandia / Capitolo 2: Tampere (con intervista a Lauri Ala-Myllymäki)

Dopo aver salutato Helsinki, giovedì 15 settembre mi dirigo con la mia signora verso l'interno del paese, per la precisione verso la bella città di Tampere, distante dalla capitale soltanto due ore di autobus. Ad accogliermi il mitico Marco Baruffato (anche lui intervistato qualche mese fa, analogamente all'amico Domenico Pardo), vero e proprio "tuttofare" all'interno della società dell'Ilves, ed attualmente allenatore della squadra femminile, che milita nella massima serie nazionale. Anche quella maschile però va benone, è infatti nelle prime posizioni della Veikkausliiga. Niente male, considerando che erano partiti per salvarsi.
La partita con il VPS è in programma venerdì 16, quindi ho tempo per fare un giro a Kauppi, una enorme distesa verde di campi da calcio nei quali si allenano un po' tutte le società di Tampere. E vige la massima democrazia: se il comune decide che (esempio) alle 14 si allenano le giovanili del TPV (squadra di terza divisione) e alle 16 la prima squadra dell'Ilves, non si transige. Per l'ennesima volta penso all'Italia e mi viene da ridere.


Il centro sportivo di Kauppi

Ad ogni modo, alle 18.30 termina l'allenamento della squadra maschile e inizia quello della femminile, allenata da Baruffato. Ho quindi l'occasione per vedere da vicino tutti i ragazzi dell'Ilves. Saluto Marco Matrone (ovviamente in italiano!), scambio quattro chiacchiere con Jarkko Wiss (che a dispetto dell'età è ancora capace di piazzare un lancio a 50 metri, visto con i miei occhi) facendogli i complimenti per l'ottima stagione sin qui disputata, ma soprattutto riesco ad avvicinare il mio pupillo (e non solo mio) Lauri Ala-Myllymäki. Di seguito la nostra breve conversazione:

Lauri, sei considerato da molti come una delle maggiori promesse del calcio finlandese. Cosa pensi al riguardo?
Mi sento bene e sto lavorando duro ma non ho ancora fatto nulla, so che c'è ancora molto da lavorare e da imparare per proseguire al meglio la mia carriera.
Cosa pensi della stagione dell'Ilves? Eravate partiti per salvarvi, ma siete tra le prime...
Sì, è un'ottima stagione finora. Abbiamo evitato sin da subito la battaglia per non retrocedere e siamo davvero contenti dell'annata disputata.
Segui il calcio italiano? Cosa ne pensi?
Sì, ogni tanto mi capita di vedere qualche partita di serie A, anche se non ho una vera e propria squadra preferita.
Cosa vedi nel tuo prossimo futuro?
Ovviamente spero di diventare presto un calciatore professionista all'estero. Mi piace molto la Premier League, il mio sogno sarebbe di giocare lì un giorno!

E noi ovviamente glielo auguriamo. 



Lauri Ala-Myllymäki. Tra qualche anno non dite che non ve l'avevo detto...

Dopo la breve ma piacevole intervista con Lauri, inizia l'allenamento delle donne. Ora, io non sono un grande esperto di calcio femminile, e quelle poche partite che ho visto non è che mi abbiano fatto chissà quale impressione. Volete un consiglio? Andate a vederle giocare dal vivo. In quell'ora e mezza ho visto certe cose da far impallidire molti maschietti. La partitella finale, poi, l'hanno giocata come fosse la finale dei mondiali. E dovevate vedere che razza di castagne tiravano! E quasi tutte sotto l'incrocio. Impressionanti. Senza contare che molte ragazze erano impegnate con le varie nazionali finlandesi e quindi, quel giorno, non erano presenti. L'unico imprevisto che mi è capitato durante questa piacevole giornata è stato un po' di freddo. L'ho parzialmente superato aiutando Mikko Kavén, ex portiere del Tampere United (anche 15 presenze in nazionale per lui) e ora preparatore, a raccattare qualche pallone terminato nel parcheggio del Kauppi.

Baruffato e le ragazze dell'Ilves Naiset

Venerdì 16, ore 18.30. Inizia la partita! L'Ilves affronta in casa il VPS, una gara difficile per i gialloverdi; entrambe le squadre sono nelle zone di alta classifica e una vittoria spingerebbe una delle due verso il terzo posto. Il "Tammela" è il piccolo stadio delle linci, a poche centinaia di metri dal centro della città (noi ci siamo arrivati comodamente a piedi). Molto bello, con la tribuna a ridosso del campo (e divisa solo da una sbarra di ferro, cosa che non mi ha impedito di salutare Matrone dandogli un bel "cinque" di incoraggiamento e complimentandomi per le 200 partite in Veikkausliiga), ma si vede che necessita di qualche ritocco. Gli spogliatoi, per dire, sembrano quelli di una nostra squadra di Eccellenza. Il comune ha comunque in programma di rinnovarlo a breve e portare la capienza a 6.500 posti, rispetto ai 5.000 attuali.

Gli spogliatoi del "Tammela". C'è di meglio!

Marco Matrone fa 200 in Veikkausliiga. Onnea!

Squadre schierate, si parte!

La gara è molto tirata e decisamente noiosa, conclusioni in porta non se ne vedono e, come non bastasse, Ala-Myllymäki è in panchina (entrerà a pochi minuti dal termine) causa turnover. In compenso non ci si annoia. Con Baruffato (che mi ha raggiunto a metà primo tempo) si chiacchiera di giocatori, di tattica...insomma, di calcio. Ho anche l'occasione di gustarmi una "makkara" (salsiccia tipica finlandese, una sorta di hot dog) a fine primo tempo. Sempre nell'intervallo, Baruffato mi presenta a due suoi ex giocatori: il primo è Mbachu Emenike, nigeriano ora in forza all'Haka in seconda divisione, mentre il secondo è Omar Khary, che gioca nel PK-35 Vantaa ma quel giorno è infortunato e ne ha approfittato per fare un salto a Tampere. Proprio con Khary scambio due parole e, quando gli dico che ho una pagina FB chiamata "Calcio Finlandese", mi guarda sbigottito e fa: "Ah ma la conosco, ti seguo!". E chi se lo aspettava???
Ad ogni modo, il canovaccio della gara non cambia di molto nemmeno nella ripresa, e lo 0-0 resiste fino alla fine. Prima di andarcene, però, Baruffato chiama a sé Toni Hevonkorpi (ex giocatore anche lui e ora direttore sportivo dell'Ilves), che omaggia me e la mia signora di una sciarpa ciascuno. Sì, ora anche noi siamo due "Tamperelaiset" doc! 

Kiitos Toni! Kiitos Ilves!

Siamo giunti così al termine del nostro viaggio finlandese. Una settimana bella ed intensa, due partite, giocatori che avevo visto solo su Internet conosciuti di persona (e non potete capire che emozione, per me che ne scrivo le gesta tutte le settimane), e amici anch'essi incontrati dal vivo per la prima volta, che hanno dimostrato di essere davvero persone squisite. 
L'unico augurio che mi faccio è soltanto quello di poter tornare il prima possibile nel paese che idolatro da quasi vent'anni. Perché, riprendendo il buon Venditti, certi amori mica finiscono...

lunedì 19 settembre 2016

Diario di un italiano in Finlandia / Capitolo 1: Helsinki


Come tutti i miei followers ormai avranno saputo, dall’11 al 18 settembre sono stato in Finlandia. Oltre ai motivi prettamente turistici (a proposito: Helsinki, Porvoo e Tampere, per chi non c’è mai stato, meritano assolutamente una visita), la ragione principale che mi ha spinto ad intraprendere questo viaggio è il calcio.
Sono riuscito a mettere insieme, in questi sette giorni, ben due partite (una a Helsinki e una a Tampere). Si comincia lunedì 12 al "Sonera" con HJK-Lahti. Ad accompagnare me e la mia signora allo stadio, un Cicerone d'eccezione: Domenico "Miko" Pardo (che avevamo intervistato qualche mese fa), di professione tifoso del SJK ma nella capitale per motivi di studio.
Prima del suo arrivo, però, ho il tempo per effettuare un "sopralluogo". L'entrata principale dei giocatori, infatti, dà proprio su Urheilukatu, la via dello stadio: se sono fortunato riesco a beccarne qualcuno. E infatti li becco. Tutti. Ma proprio tutti! Arrivano a piedi. Niente macchinoni, niente autobus-astronavi. Attraversano la strada, come cittadini qualsiasi, ed entrano tranquilli in spogliatoio. Penso all'Italia, con gente che gioca in serie D e arriva al campo pettinata come Ronaldo, e mi viene da ridere.

Al Sonera mi accoglie il "re": Jari Litmanen

Per primo arriva il portiere Dähne (che non lo sa ancora, ma passerà una giornataccia), poi Alho, Kohlemainen, Jalasto, la leggenda Forssell, Alfredone Morelos. E anche il mister, Mika Lehkosuo. Giacca impeccabile ed in gran forma. Quando gli dico che sono di Perugia sgrana gli occhi. Mi chiede della situazione attuale della squadra, poi alza lo sguardo al cielo e mi dice "Good weather today". Magari meteorologicamente sì, ma presto sul Klubi pioveranno gol (e critiche).
Ho anche tempo per scambiare due chiacchiere in italiano con Oduamadi (chi se lo ricorda?), indisponibile causa infortunio. Un ragazzo davvero simpatico e gentile, che dopo aver girovagato i campi più disparati della nostra serie B, sembra aver trovato la sua dimensione in Finlandia.

"I'm from Perugia" "Oh, really??"
Toni Kohlemainen e "Mikelone" Forssell

Il simpaticissimo Oduamadi

Nel frattempo è arrivato anche Domenico. Proviamo ad avvicinarci ai cancelli, che però aprono alle 18.00 (la partita inizia alle 18.30). Con nostro grande stupore, due degli addetti alla sicurezza (quelli che ti perquisiscono all'entrata, per capirci), sono italiani. Dopo aver parlato qualche minuto, con inevitabile riferimento al cibo (che in Italia è buono, qui fa schifo, eccetera), nell'attesa ci concediamo un espresso ad un bar vicino, che in realtà è un ristorante thailandese. Per trovare un espresso decente a Helsinki devi andare dai thailandesi. Adoro questa città.
Superiamo senza problemi i controlli, ma c'è una cosa che Domenico non ha capito: i biglietti li ho presi nella curva dell'HJK. Siamo, in pratica, in mezzo agli ultrà. Il nostro amico si sente come Fantozzi nella trincea scozzese e cerca di nascondere l'imbarazzo intonando, di tanto in tanto, qualche coro (ma con un occhio sempre al telefono per vedere cosa fa il suo Kerho, impegnato a Rovaniemi).
Comincia la partita. Il Klubi fatica a rendersi pericoloso, del resto il giapponese Tanaka è ancora infortunato, ed è lui sinora ad aver praticamente retto tutto il centrocampo della squadra. Il Lahti ne approfitta e passa prima al 36' con Multanen su azione di corner, in seguito su rigore al 43', guadagnato e trasformato dal gioiellino Tuominen. La curva comincia a mugugnare, si sentono già i primi "Ulos Bana" (ovvero "A casa Bana", che sarebbe il soprannome di Lehkosuo). A inizio ripresa una frittata della difesa ospite permette a Morelos di involarsi tutto solo e realizzare la rete dell'1-2. Un fuoco di paglia, perché 14 minuti dopo Paananen (mio pupillo dai tempi del KuPS) segna l'1-3, e qualche minuto dopo Kärkkäinen mette dentro il gol del clamoroso 1-4 (che però mi perdo a causa di un bisogno irrefrenabile causato dalle due birre ingurgitate nel prepartita e all'intervallo).
Con un punteggio così l'arbitro ha sicuramente poche colpe, ma per la curva è comunque "Huono tuomari, huono ihminen" ("Cattivo arbitro, cattiva persona"). Questo è l'insulto più pesante che gli hanno rivolto. Anche qui faccio il confronto con l'Italia e sorrido amaramente.

HJK-Lahti 1-4. Domenico non sembra troppo dispiaciuto del risultato...

La sconfitta dell'HJK non cancella un tramonto straordinario

La partita finisce in disfatta per l'HJK (che perderà anche qualche giorno dopo contro l'Inter Turku, mettendo così seriamente a rischio il titolo), ma noi ci siamo comunque divertiti. Anche Domenico, che ha potuto gioire sia per la sconfitta del Klubi che per il pareggio, in extremis, del SJK a Rovaniemi, grazie ad un gol di Billy Ions.
La mia avventura però continua. Ora mi aspetta Ilves-VPS a Tampere, venerdì 16.