Visualizzazione post con etichetta esclusiva. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta esclusiva. Mostra tutti i post

martedì 29 agosto 2017

Intervista esclusiva a Danilo Paniccia, talent scout e intermediario.


Danilo Paniccia


Pochi giorni fa il ChievoVerona ha perfezionato il prestito per un anno (con diritto di riscatto) di Martti Haukioja, difensore 17enne proveniente dall’Ilves Tampere. 
L’intermiediario (e nostro follower) Danilo Paniccia è stato il principale artefice di questa trattativa e Calcio Finlandese lo ha intervistato in esclusiva. Buona lettura!

Ciao Danilo, grazie per aver accettato il nostro invito. Iniziamo parlando un po’ di te e della tua carriera come intermediario.

“In realtà nasco come osservatore freelance, ho avuto collaborazioni con alcuni club professionistici per poi arrivare ad offrire negli ultimi anni un servizio di intermediazione con l’estero, soprattutto per l’area del Nord Europa. La mia passione è sempre stata quella di scoprire nuovi talenti, poi mi sono dovuto inevitabilmente adattare alle esigenze del mercato, dal momento che i club si avvalgono sempre di più di persone di fiducia (intermediari, appunto) che possono proporgli buoni giocatori”

Passiamo ora a Martti Haukioja, la tua ultima “scoperta”. Come si è sviluppata la trattativa che poi l’ha portato in Italia?

“Ho valutato alcuni profili del campionato finlandese e quello di Martti mi sembrava molto interessante; sapendo poi che Marco Baruffato (nostro grande amico e follower ndr) conosceva molto bene il ragazzo dal momento che giocava con l’Ilves, mi sono subito attivato nel contattarlo e prendere informazioni sul giocatore; Marco è stato davvero gentile, e di questo lo ringrazio,  confermandomi da subito che quello che avevo visto era supportato anche dalla sua valutazione tecnica”.

E poi?

“Sono entrato in contatto prima con l’Ilves poi ovviamente anche con Haukioja tramite il suo agente, Sami Salonen; l’ho proposto in Italia e circa un mese fa c’è stata l’opportunità del Chievo. È venuto a Verona in prova per una settimana, durante la quale ha convinto tutto lo staff tecnico; da lì è partita la trattativa, al termine della quale si è concretizzato il prestito. Approfitto per ringraziare anche l’agenzia Top Eleven, ed in particolare Ulisse Savini, che mi ha aiutato nel portare a termine questa trattativa”

Da un punto di vista tecnico, di che tipo di giocatore parliamo?

“Haukioja è un mancino naturale e gioca prevalentemente come difensore centrale, anche se può adattarsi anche a fare il terzino sinistro. Ha qualità interessanti, un buon piede e un’ottima struttura fisica. Su di lui è stato scritto molto ed è un prospetto da tenere assolutamente d’occhio”.

E sicuramente lo faremo. Ultima domanda: alla luce anche dell’approdo di Sauli Väisänen alla Spal, cosa pensi in generale del calcio finlandese?

“È un movimento interessante, che sforna diversi talenti ogni anno. Si tratta di giocatori che rispecchiano le caratteristiche dei calciatori moderni, ovvero buona tecnica e ottima struttura fisica. Devono solo migliorare un po’ sotto l’aspetto tattico e mentale per raggiungere la piena maturazione”.

mercoledì 18 gennaio 2017

Intervista esclusiva a Fabrizio Piccareta, allenatore in seconda dell'Inter Turku!

Fabrizio Piccareta con la divisa dell'Inter Turku; il tecnico italiano sarà l'assistente di Shefki Kuqi alla guida dei "sinimustat" (fonte immagine: fcinter.fi)

Il 2017 ha portato nel calcio finlandese un altro pezzo di Italia. Ed è un vero pezzo da novanta! Fabrizio Piccareta, infatti, è il nuovo allenatore in seconda dell'Inter Turku. Lo abbiamo raggiunto e ci ha gentilmente concesso questa intervista. Buona lettura a tutti!

Fabrizio Piccareta, una carriera importante in società prestigiose (settori giovanili di Inter e Sampdoria, secondo di Paolo Di Canio allo Swindon e al Sunderland e, da ultimo, un incarico per la FIGC in qualità di osservatore). Ora inizia l’avventura all’Inter Turku, dove sarà l’assistente di Shefki Kuqi. Chi o cosa l’ha portata ad accettare l’incarico in Finlandia?

Ho accettato volentieri la proposta di Shefki di venire a lavorare con lui in primo luogo perché, conoscendolo da qualche anno, so quanto sia un professionista preparato e, soprattutto, una persona di grande spessore umano. Con lui abbiamo frequentato sia il corso UEFA A che il corso UEFA PRO in Scozia ed in più di un'occasione abbiamo avuto modo di condividere idee e capire che siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Detto ciò, come professionista che ha già avuto esperienze all'estero, sono molto contento e motivato a far bene anche qui in Finlandia. 

Ci parli dei suoi primi giorni a Turku: che ambiente ha trovato, come le sono sembrate le strutture della società e il livello della squadra, e il suo rapporto con giocatori e staff.

Conoscevo l'Inter Turku grazie a ciò che sapevo da Shefki. Va detto che è comunque uno dei club più conosciuti del calcio finlandese. Inoltre nella mia esperienza alla Sampdoria avevo avuto modo di sapere che Niklas Moisander è originario proprio di Turku e quest'anno ho trovato qui suo fratello gemello Henrik. Le strutture del club non hanno nulla da invidiare a molti club italiani e la società è assolutamente molto organizzata e professionale sotto tutti gli aspetti. Pur essendo qui solo da pochi giorni, ho potuto già apprezzare la professionalità e la competenza dei membri dello staff con i quali si è instaurato da subito un ottimo rapporto. Quotidianamente sto imparando a conoscere meglio i calciatori sia dal punto di vista tecnico che umano, ma già adesso mi hanno favorevolmente impressionato.

L’Inter Turku non vince una competizione dal 2009 e nell’ultima annata ha conquistato la permanenza in massima serie solo dopo lo spareggio con i “cugini” del TPS: quali sono le vostre aspettative per la prossima stagione?

Le aspettative per un club come il nostro sono ovviamente alte, soprattutto dopo le difficoltà della scorsa stagione. Gli stessi calciatori sono consapevoli di questo e l'approccio alla preparazione è stato subito molto positivo. Le potenzialità del club sono tali per cui l'obiettivo di una qualificazione ai preliminari di Europa League è da considerarsi alla nostra portata. So che con il TPS c'è una rivalità piuttosto sentita ed è un peccato non poterli affrontare in Vekkausliga quest'anno. Mi sarebbe piaciuto respirare l'atmosfera di un derby!

La nazionale finlandese non si è mai qualificata per una grande competizione, ed anche le squadre di club faticano fuori dai confini. Ritiene che questa situazione si manterrà anche negli anni a venire oppure potremmo assistere in un prossimo futuro ad un exploit come, ad esempio, quello dell’Islanda ad Euro 2016?

Non conosco ancora abbastanza il calcio finlandese per poter giudicare i motivi che causano questa difficoltà, sia a livello di club che di nazionale. È evidente che qualcosa va modificato soprattutto a livello di "sviluppo giovanile", così come hanno iniziato a fare anni fa altri paesi scandinavi. 

Un’ultima domanda: cosa pensa del blog e della pagina Facebook “Calcio finlandese”?

Credo che sia un blog molto interessante perché porta a conoscenza degli appassionati anche le vicende calcistiche di una nazione che, come sappiamo, non ha grande appeal nel nostro paese e grazie a voi si possono invece conoscere calciatori e squadre che, come sto avendo modo di capire ora che sono qui, possono sicuramente garantire un buon livello di gioco. 

Ringraziamo l'ufficio comunicazione del FC Inter Turku per il nulla osta concesso all'intervista e, soprattutto, mister Piccareta per la disponibilità e cortesia mostrateci. A lui il nostro più grande "in bocca al lupo" per la stagione 2017! 

venerdì 1 aprile 2016

Da Reggio Calabria a Seinäjoki, dai dilettanti allo scudetto: intervista esclusiva con Domenico Pardo!




Domenico Pardo (a sinistra) festeggia il titolo vinto dal SJK insieme a Marco Matrone,
giocatore italo-finlandese ora in forza all'Ilves

Tempo fa mi sono imbattuto in un video dove la curva del SJK cantava festante, dopo che la squadra di Valakari aveva vinto il titolo. Tutto mi sarei aspettato di sentire, tranne un ragazzo che urlava in italiano "I campioni di Finlandia siamo noi!". 
Quel ragazzo si chiama Domenico "Miko" Pardo, vive e lavora a Seinäjoki e ci ha concesso questa intervista davvero molto interessante, da leggere tutta d'un fiato!

Ciao Domenico, e grazie per aver accettato la nostra proposta! Cominciamo con una tua breve biografia e spiegaci come mai vivi in Finlandia.

Sono arrivato in Finlandia quasi due anni fa, nel luglio del 2014. La mia fidanzata (e futura moglie) è di nazionalità ungherese: vivevamo insieme a Reggio Calabria, la mia città natale, ma ha ricevuto un'offerta di lavoro interessante proprio dalla Finlandia ed ha iniziato a fare il medico qui a Seinäjoki. Possiamo dire che mi sono gettato in questa avventura per ragioni di cuore!
 
Qual è stata la tua prima impressione di questo nuovo paese? 

All'inizio non è stato semplice: Seinäjoki non è una metropoli, non è Helsinki: pochi locali, poca gente per strada. E poi clima e cibo decisamente "in contrasto" con il sud Italia da cui provengo! Ma una volta che sei dentro il tessuto sociale, cambia tutto. Si può dire addirittura che, parlando di rapporti umani, sia una città molto "calda"! Ho iniziato, come tutti gli stranieri che arrivano in Finlandia, a frequentare i corsi di lingua finanziati dallo Stato. Nonostante la famigerata difficoltà della lingua finlandese, sono riuscito ad ottenere ottimi risultati in breve tempo, proprio perché ritengo la comunicazione una tappa fondamentale per l'integrazione in un paese straniero. Ed anche se una buona parte della popolazione finlandese parla perfettamente inglese, comunicare nella loro lingua ti apre le porte ad amicizie, contatti e vita lavorativa. Infatti ho ricevuto un'offerta di lavoro come insegnante di italiano (in Finlandia esistono strutture statali chiamate "Kansalaisopisto", dove è possibile studiare lingue, musica, teatro, cucina ecc.). Con grande sorpresa, ho scoperto che i finlandesi amano la nostra lingua, cultura e tradizioni: essere italiani da queste parti è sicuramente (e per fortuna!) un vantaggio! Oltre a studiare finlandese e ad insegnare italiano, lavoro anche nelle scuole primarie come aiuto insegnante; i bambini offrono sempre grandi soddisfazioni, donano entusiasmo e ti aiutano molto a farti comprendere il funzionamento di una società nuova. 

Parole sacrosante! Ora però parliamo di calcio: com'è nata la tua passione?

Ho iniziato a seguire la Reggina, la squadra della mia città, sin da piccolo. Andavo allo stadio assieme ai miei zii, negli anni '80, e ricordo i derby "roventi" contro il Messina. La passione è aumentata con gli anni e sono riuscito a godere pienamente della più grande gioia per i tifosi amaranto, ossia la promozione in serie A il 13 giugno del 1999. Momenti indimenticabili, vissuti sempre in curva e molto spesso in trasferta, dalla serie C alla serie A, da gioie incontenibili come lo spareggio di ritorno a Bergamo contro l'Atalanta, a dolori come la sconfitta interna contro l'Hellas Verona (ed il goal all'88' di Cossato, che ci ha condannati alla serie B). Il fallimento della società e la retrocessione tra i dilettanti rappresentano ancora ferite aperte, per me e per tutti i miei concittadini.

Un vero ultrà, insomma! E a Seinäjoki come hai fatto a diventare uno dei "membri" della curva?


Il movimento ultras in Finlandia è acerbo, gli impianti sono piccoli e l'atmosfera è freddina (in tutti i sensi!). Da questo punto di vista mi ritengo fortunato, perché sono andato la prima volta allo stadio quasi per scherzo, e durante l'intervallo sono stato subito invitato dagli ultras locali del SJK a vedere la partita con loro. La curva del SJK è molto particolare: non vi sono solo finlandesi, ma anche inglesi, scozzesi ed altri stranieri che vivono e lavorano qui. All'inizio comunicavo in inglese poi, con l'aumentare delle mie conoscenze linguistiche, sono riuscito ad entrare in contatto con tutti i ragazzi della curva (il nome del gruppo è "Klopit", che in gergo stradaiolo finlandese significa "Ragazzi"). Fondamentale per me è stato l'incontro col capo degli ultras: si chiama Lari Paski ed è un 40enne con alle spalle una grande esperienza curvaiola ed in generale calcistica. Segue tutti i più importanti campionati, sia d'Europa che del mondo, ama il calcio ed il mondo ultras in tutte le sue forme più variopinte. La sua passione e la sua profonda conoscenza hanno dato il "la" alla mia avventura in curva qui a Seinäjoki; oramai posso annoverarlo fra i miei migliori amici ed è grazie a lui che sono entrato in questo mondo dalla "porta principale"! Da quel momento ho partecipato sempre più attivamente alle partite (sia in casa che in trasferta) e ho avuto la fortuna di assistere alla vittoria del primo storico scudetto per questa formazione di provincia, che ha saputo battere tutti i record nel giro di poco tempo (infatti milita nella massima serie da solo 2 stagioni). Voglio anche citare, come curiosità, gli incontri molto importanti con due giocatori: Mehmet Hetemaj, che ha militato qualche anno fa nel campionato italiano, ed in particolare nella mia Reggina, e Marco Matrone, giocatore di passaporto finlandese ma di chiare origini italiane.

Che cosa pensi del movimento calcistico finlandese? E in particolare, della squadra della tua nuova città, che grazie allo scudetto appena conquistato si candida ad essere una delle società più importanti del paese (anche con la costruzione del nuovo stadio)?


Parto con una battuta. Quando un italiano segue il calcio finlandese è fondamentalmente per due ragioni: o vive in Finlandia o ha qualche rotella fuori posto! (nel mio caso, la seconda! ndr)
Ovviamente si fa per ridere, ma la verità è che il primo approccio non è di certo facile. La qualità del gioco e dei nomi che scendono in campo non è delle più alte, anche se nel SJK militano
calciatori che sicuramente sono di livello più "europeo", come ad esempio il portiere estone Mihkel Aksalu e Roope Riski. Lo stadio nuovo, costruito in tempi record, verrà inaugurato a giugno e sarà un'ulteriore molla per lo sviluppo di tutto il movimento calcistico finlandese. La crescita decisiva deve però passare, per forza di cose, anche dal team nazionale, ancora molto indietro tecnicamente rispetto ai paesi vicini, come Svezia, Norvegia e Danimarca (e purtroppo ce ne siamo accorti dalle ultime amichevoli della nazionale ndr).

Torniamo a parlare della tua vita di tutti i giorni in Finlandia: cosa pensi di questo paese dal punto di vista delle persone, dello stile di vita, della qualità dei servizi...? Hai intenzione di rimanere o nel futuro vorresti tornare in Italia?


Alla domanda ho risposto in gran parte prima, in ogni caso è importante dire che la Finlandia non è una nazione particolare...è proprio diversa in tutto! I finlandesi non si sentono né scandinavi, né europei. La particolarità del loro idioma (non è una lingua indoeuropea ndr) si riflette su tutti gli aspetti della loro vita. La Finlandia la scopri davvero solo quando ci vivi, quando sei in mezzo ai finlandesi, quando entri nei meccanismi che scandiscono le loro giornate, quando comprendi che nulla si ferma neanche con 30 gradi sottozero, e che la tranquillità e la sicurezza per le strade, così come nelle scuole, sono valori e diritti fondamentali ed irrinunciabili. La Finlandia è fiera della sua storia, che in apparenza potrebbe risultare breve e scarna, ma che invece offre spunti unici, così come la natura sconfinata, il rapporto che questo popolo ha con i laghi, le foreste, le aurore boreali, l'avvicendamento (tanto brusco quanto incredibile!) delle stagioni. Insomma, la Finlandia è molto di più che la terra di Babbo Natale o la modernità della capitale Helsinki!
Certo, l'Italia, ed in particolare Reggio Calabria, mi mancano sempre, ma dopo aver viaggiato per molti paesi europei, posso affermare che la Finlandia è il posto migliore che ho visto per poter formare una famiglia e crescere dei figli. Il sistema scolastico e lo stato sociale sono il fiore all'occhiello di questa terra, dunque sono proprio felice di poter dire che non sono qui soltanto "momentaneamente".

E noi ovviamente siamo felici per te! Un'ultima domanda: cosa pensi del blog e della pagina FB "Calcio finlandese" e che consigli ci puoi dare per aiutarci a crescere ancora?

All'inizio ero un po' sorpreso, perché non è facile immaginare italiani fan del calcio finlandese, ma proprio la sorpresa iniziale mi ha fatto seguire con interesse le vicende di questa pagina Facebook. Il lavoro che c'è dietro è di tutto rispetto, informazioni sempre puntuali e precise, un punto di vista obiettivo e realistico, nonostante la distanza. Consigli per crescere? Più spazio al movimento ultras e più interviste con i protagonisti di questo campionato unico. Unico come la Finlandia!

Grazie mille Domenico per questa bellissima chiacchierata. Speriamo di poterti venire a trovare presto a Seinäjoki!

Grazie a voi e sempre forza SJK! Terveisiä italialaisille Suomesta! Heippa! (Saluti agli italiani dalla Finlandia! Ciao!)

domenica 13 marzo 2016

Intervista esclusiva a Joel Grasso, da Rauma per inseguire il sogno di allenatore!


Il centro storico di Rauma è patrimonio mondiale dell'umanità UNESCO
(fonte immagine: commons.wikimedia.org)

La città di Rauma, nella Finlandia occidentale, è famosa per tre motivi: i merletti, il centro storico (patrimonio mondiale dell'umanità UNESCO con i suoi 600 edifici in legno) e il "Lukko" (lett. "lucchetto"), la locale squadra di hockey, che milita nella massima serie e si è anche laureata campione nazionale nel 1963.
Naturalmente c'è anche il calcio, rappresentato da due società principali che militano, rispettivamente, il Nelonen (quinta serie) e Kolmonen (quarta): si chiamano FC Rauma e Pallo-Iirot. E proprio con quest'ultima squadra lavora Joel Grasso, un ragazzo italo-finlandese giovanissimo ma già molto ambizioso. Non ci credete? Bè, non capita mica a tutti di vincere due campionati da allenatore a nemmeno 22 anni... Buona lettura!



Joel Grasso con la divisa del Pallo-Iirot

Ciao Joel, e grazie per aver accettato la nostra proposta. Parlaci un po' della tua vita e della tua carriera da calciatore e allenatore!


Sono nato e cresciuto a Rauma. Ho quasi 22 anni, mamma finlandese e papà italiano (di Mascali, provincia di Catania). Abito in Finlandia ma le vacanze le passo nella "mia" Sicilia. 

Per quanto riguarda la mia carriera, ho giocato fino alla primavera della squadra del Pallo-Iirot, qui a Rauma. Avevo 15 anni ma ero inserito in un gruppo con ragazzi che ne avevano 18-19. Nell'ultima stagione abbiamo giocato nella massima serie di categoria, che però sfortunatamente si è conclusa con la retrocessione. Poi, nella primavera 2009, ho avuto un infortunio abbastanza grave alla gamba sinistra e ho pensato che forse era arrivato il tempo di smettere. Subito dopo, tuttavia, la società mi ha proposto di fare l'allenatore per i "piccoli amici" e ho accettato volentieri, dando così inizio alla mia carriera di allenatore. 

Nel 2013 è arrivata la grande occasione perché l'altra squadra della città, l'FC Rauma, mi ha offerto il posto di allenatore della prima squadra. Ovviamente ho accettato subito, e in due anni abbiamo conquistato due promozioni consecutive, dalla quinta alla terza divisione (Kolmonen). Purtroppo la stagione in terza divisione non è andata bene e siamo di nuovo retrocessi in quarta, dopodiché ho rescisso il mio contratto e sono tornato al Pallo-Iirot, che mi ha offerto gli incarichi di secondo allenatore della primavera (milita nella seconda serie di categoria), primo allenatore degli esordienti 2003 e anche di tutor per gli altri allenatori della società. Nel frattempo, nel 2014 ho anche conseguito la licenza UEFA B.

Nemmeno 22 anni e già un'esperienza importante, dunque! Com'è la tua giornata-tipo? C'è solo il calcio?

Assolutamente no! Alle 8.00 vado all'università (studio relazioni internazionali qui a Rauma) e resto fino alle 14.00. Poi subito al campo: alle 15.00 inizia l'allenamento dei esordienti, alle 17.30 quello della primavera, poi alle 19.45 faccio un po' di tutoring per qualche squadra di ragazzi dai 6 agli 11 anni (aiuto i tecnici ad analizzare gli allenamenti, etc.) e infine, alle 21.15, ritorno a casa. Sono sempre giornate lunghe! 

Da addetto ai lavori, ritieni che il calcio in Finlandia possa raggiungere il seguito di pubblico che hanno altri sport, ad esempio l'hockey su ghiaccio?

Penso e spero di sì. C'è tanta voglia di imparare e crescere, per essere sempre più competitivi, sia in campo che fuori. Le grandi società stanno investendo molto, penso ad esempio al SJK che sta facendo un nuovo, bellissimo stadio. Cose del genere possono portare solo benefici al calcio nel nostro paese.

Un'ultima domanda: che cosa pensi della pagina FB e del blog "Calcio finlandese"?

È una pagina interessante e personalmente la leggo tutti i giorni. È bello vedere che il calcio finlandese interessa a così tanta gente in Italia!

Grazie Joel per il tempo che ci hai dedicato, e un grande in bocca al lupo per la tua carriera!

Grazie a voi!

sabato 21 novembre 2015

Intervista esclusiva a Giovanni Costantino, allenatore delle giovanili dell'FC Futura Porvoo!



Dopo la bella chiacchierata con Marco Baruffato, Calcio Finlandese ha contattato un altro allenatore italiano che ha deciso di tentare l'avventura nel paese di Babbo Natale. Si chiama Giovanni Costantino, viene da Messina e allena le giovanili del club FC Futura, con sede a Porvoo, graziosa cittadina a pochi km da Helsinki. Buona lettura!

Ciao Giovanni! Da Messina a Porvoo, un bel salto...raccontaci brevemente la tua carriera e come sei finito ad allenare in Finlandia!

Ho giocato in Italia fino al campionato di Promozione e la mia ultima stagione è stata nel 2008, quando ho vinto il campionato di Prima Categoria in Alto Adige con l'FC Neugries. Qualche anno dopo ho iniziato a fare lo scout nel Nordest (vivevo a Trieste), mi occupavo dei campionati sloveni e croati compilando dei report statistici e sui giocatori per alcuni allenatori. Nel marzo 2013 a Ferrara ho preso il mio primo patentino come allenatore dilettante, ma ho intuito che in Italia non avrei avuto la possibilità di fare questo lavoro a tempo pieno, così ho iniziato a guardarmi intorno e sono venuto a contatto con l'allora direttore tecnico del settore giovanile dell'FC Futura Porvoo Roberto Nuccio, che ho conosciuto di persona nel maggio 2013. Dopo una settimana di prova mi ha proposto un contratto annuale a partire da novembre 2013. Sempre nello stesso periodo ho fatto il corso UEFA "B" in Italia e così ho preso la decisione di trasferirmi definitivamente in Finlandia.

Com'è stato il tuo primo impatto con questo nuovo paese e qual è, in generale, il tuo rapporto con la Finlandia e i suoi abitanti?


Il primo impatto con il paese non è stato facile, anche perchè le differenze culturali e di stile di vita sono elevate. Dopo due anni ho imparato tuttavia a conoscere ed apprezzare i finlandesi, con i loro pregi e i loro difetti. Il rispetto delle persone è al primo posto tra i loro valori, e se vedono che una persona si impegna sul lavoro e fa le cose in un certo modo, quella persona viene valorizzata ed apprezzata (come del resto hanno dimostrato, rinnovandomi il contratto altre due volte). Per quanto riguarda il clima, venendo dalla Sicilia, la differenza è ovviamente abissale, anche se personalmente soffro di più la luce estiva che il buio invernale: è tremendo quando alle 4 del mattino il sole è già alto! Durante l'inverno invece riesco ad adattarmi molto meglio al ritmo giorno-notte.

Un siciliano atipico, quindi! Parlaci un po' del tuo lavoro e di com'è una tua giornata-tipo.


Per adesso sto allenando l'under 17 e il gruppo del 2002. In questi due anni i ragazzi mi hanno regalato 3 vittorie di campionato e per me è stata una soddisfazione grandissima, specialmente in un paese lontano e parlando in una lingua diversa (l'inglese, che i finlandesi sanno benissimo).
La mia giornata è un po' all'opposto di un "classico" giorno lavorativo perché la mattina sono libero, mentre dalle 12 in poi ricevo la lista dei presenti e inizio a preparare gli allenamenti delle mie squadre. Avendo la qualifica di "match analyist" effettuo anche l'analisi delle partite per i ragazzi, e lavoro molto su video per poterli far crescere. Si tratta di un concetto che ritengo molto importante per portare avanti un lavoro fatto bene e i risultati ci stanno dando ragione, visto che siamo riusciti nel giro di un anno a portare 3 ragazzi nella rappresentativa regionale. Non avendo eccellenze da un punto di vista tecnico direi che non è cosa da poco!

Il livello delle strutture in Finlandia è soddisfacente per poter svolgere il tuo lavoro o c'è da migliorare?


Le strutture sportive e logistiche finlandesi sono ottime. Qui a Porvoo, purtroppo, non abbiamo ancora un campo indoor e dobbiamo allenarci all'aperto anche d'inverno con il limite di temperatura a -15° (al di sotto il pallone diventa come una pietra!). A Helsinki o nelle grandi città ci sono strutture migliori, ma sono comunque sacrifici che si fanno quando si ama questo lavoro. Mi piace poi sottolineare il fatto che con qualsiasi condizione climatica (pioggia, vento, ghiaccio) i ragazzi sono sempre presenti agli allenamenti, non mollano davvero mai e questa è una grande dote (il famoso "sisu" finlandese ndr). A Porvoo ci sono comunque anche 3 campi in sintetico e 5 in erba naturale, tutti comunali e tutti con tariffe irrisorie (nell'ordine dei 10 euro l'ora). Certo, gli spogliatoi non sono un granché, ma qui non esiste la cultura dello "spogliatoio", i ragazzi quando finiscono fanno la doccia a casa e non al campo.

Mi sembra che ti sia ambientato molto bene in questi anni. Il tuo futuro sarà ancora in Finlandia? 

Il futuro è da scoprire, non amo i matrimoni a lungo termine e penso che resterò qui fino a quando avrò le motivazioni. Per adesso non ho avuto proposte che mi abbiano convinto a lasciare la Finlandia, ma come disse il mio istruttore al corso UEFA: "Se alleni in Finlandia puoi allenare in tutto il mondo". Inoltre ho fatto il corso di "match analyst" a Coverciano e credo di poter sfruttare anche questa qualifica per potermi inserire. Purtroppo noi italiani siamo parecchio svantaggiati sotto questo aspetto, visto che non abbiamo la possibilità di proseguire il percorso di studi (UEFA "A" e UEFA "PRO") se non abbiamo una grossa carriera da calciatore o allenatore. In Spagna e Germania i corsi sono più meritocratici e la qualità del loro lavoro si vede. Io nel frattempo aspetto e sono convinto che presto arriverà l'occasione giusta.

Un'ultima domanda: cosa pensi della pagina Facebook e del blog "Calcio Finlandese"?

Lo ritengo uno strumento unico per gli italiani per seguire il calcio finlandese; vedo che c'è parecchia competenza, sia da parte di chi scrive che dei lettori che commentano, segno che non si segue tanto per seguire ma lo si fa con passione!

Grazie mille Giovanni per la disponibilità e in bocca al lupo per il tuo futuro e la tua carriera!

Grazie a voi! E se qualcuno si trovasse a Porvoo e volesse vedere qualche allenamento, è il benvenuto!

giovedì 12 novembre 2015

Intervista esclusiva a Marco Baruffato, allenatore dell'Ilves Tampere !

 Marco Baruffato, allenatore dell'Ilves Tampere (foto ilvesjalkapallo.fi)


La stagione calcistica in Finlandia è appena terminata. Non sto a riepilogarvi cosa è successo, dato che i nostri fan sanno bene tutte le vicissitudini accadute, avendoci seguito con passione sulla pagina Facebook di Calcio Finlandese, che ha oltrepassato i 500 "mi piace" (kiitos!).

Quello che forse non tutti sanno è che c'è un allenatore (italiano) il quale, nelle ultime giornate di campionato, si è ritrovato a guidare nientemeno che una formazione di serie A, lo storico Ilves di Tampere. Una squadra ripescata dalla seconda divisione, ma che è riuscita a conquistarsi sul campo una miracolosa salvezza.

Il protagonista di questa storia si chiama Marco Baruffato; Calcio Finlandese lo ha contattato e il mister ci ha rilasciato questa bella intervista. Buona lettura!

Buonasera, mister, e grazie per la sua disponibilità!

Diamoci pure del "tu"; una delle buone cose della Finlandia è che non si dà del "lei" e si saluta sempre dicendosi "ciao"!

Ok, allora ricomincio: ciao mister, e grazie per la tua disponibilità! Cominciamo l'intervista parlando un po' di te, della tua carriera e di come sei finito in Finlandia.

La mia carriera è iniziata quando avevo 25 anni nel Varese Calcio come preparatore atletico del settore giovanile, poi tanta gavetta fino ad approdare in prima squadra. Sono rimasto a Varese per quasi 20 anni, lavorando fianco a fianco con allenatori come Mario Beretta e Devis Mangia, poi per problemi personali ho dovuto rinunciare al professionismo e sono ripartito dalla Seconda Categoria, con la Vergiatese. Tre promozioni consecutive fino all'Eccellenza, dove siamo arrivati quinti e non sono stato confermato. Poi Solbiatese, Insubria, e alla fine mi sono trasferito in Finlandia. Il motivo? Non ce n'è stato uno in particolare, diciamo che è stata la somma di più fattori. Vivevo anni difficili, di frustrazione, perché in Italia non mi veniva riconosciuta la professionalità e la serietà che mettevo nel lavoro. Mi ritrovavo in ambienti dove spesso e volentieri molti "venditori di fumo" ottenevano più di me, pur adottando comportamenti scorretti. Ammetto che trasferirsi è stato un salto nel buio, perché ho venduto la casa, preso moglie e figli e sono venuto a Tampere su due piedi senza sapere nulla di nulla.

Caspita! E poi cos'è successo?

Ho fatto una ricerca su internet e ho visto che l'Ilves, pur disputando la seconda divisione, era una società affidabile e quindi mi sono presentato presso i loro uffici. E' andata bene, perché ho lasciato il mio curriculum alle 11 di mattina e mi hanno richiamato alle 3 del pomeriggio offrendomi un contratto! Posso dire di aver allenato praticamente tutti i tremila tesserati dell'Ilves, perché ho iniziato dal settore giovanile e davo una mano sia a livello maschile che femminile, poi nel giro di due stagioni e mezzo sono arrivato in prima squadra.

Una bella storia, senza dubbio. Che rapporto hai con la Finlandia e i finlandesi?

Questo paese mi piace tantissimo. Tampere è una città stupenda e basta uscire di pochi km dal centro per immergersi in una natura incontaminata. All'Ilves sto molto bene, mi hanno accolto come in una famiglia e con i tifosi non ho alcun problema. So che è difficile da comprendere, ma qui anche se perdi 7-0 in casa esci comunque tra gli applausi, perché ti viene riconosciuto l'impegno che metti in campo e durante la settimana. E' chiaro che c'è anche l'altra faccia della medaglia, vivere in Finlandia non è semplice perché si tratta di un paese molto conservatore, dove spesso è complicato integrarsi. Devo comunque dire che, sotto questo aspetto, sono stato fortunato perché i finlandesi hanno un'adorazione particolare per l'Italia e, in generale, per tutto ciò che è italiano. Tranne la politica, quella proprio non la capiscono. Anzi, si può dire che la odiano. Soprattutto Berlusconi! (Ricordate la gaffe con l'allora presidente della Repubblica Tarja Halonen e la conseguente "Pizza Berlusconi"? ndr)

Li posso capire, a volte la nostra politica non la comprendiamo nemmeno noi italiani.
Torniamo alla Finlandia, un paese poco popolato ma dove si fa molta attività fisica. Qual è il rapporto di questa nazione con lo sport?

Le strutture sono all'avanguardia in ogni ambito, e lo Stato in primis è consapevole che un popolo "in forma" è più produttivo e costa meno, in termini di assistenza sanitaria e non solo. "Mens sana in corpore sano", qui si applica al cento per cento. Ci sono attrezzature da fantascienza, a cominciare dalle scuole; tutto deve ruotare intorno alla persona e al suo benessere. E poi i finlandesi sono costantemente alla ricerca di nuove metodologie e nuove discipline. Adesso, ad esempio va di moda uno sport che è una via di mezzo tra il frisbee e il golf!

E per quanto riguarda il calcio?

Non essendo il primo sport nazionale può capitare di andare a giocare in stadi con tribune in legno, senza recinzioni e con spogliatoi "artigianali", ma ti viene comunque garantita la possibilità di svolgere il tuo lavoro, e non è cosa da poco.

Direi proprio di no. Scendiamo ora più nel dettaglio della stagione dell'Ilves. Dal ripescaggio alla salvezza, davvero niente male!

Premetto che in Finlandia basta un solo euro di debito per vedersi rifiutare l'iscrizione al campionato. Per questo motivo Mypa e Honka non sono state ammesse, pur non avendo eccessive irregolarità finanziarie; questo ci ha permesso di essere ripescati, nonostante fossimo arrivati terzi in seconda divisione e la società aveva oramai allestito il budget per affrontare quel campionato. Ritrovandoci in Veikkausliiga, tuttavia, non è stato cambiato nulla né a livello di programmazione né di giocatori, e questo dà ulteriore valore a ciò che siamo riusciti a fare. Ci siamo guadagnati la salvezza soprattutto dopo aver inanellato una serie di buoni risultati tra luglio e agosto, poi i primi di ottobre...

I primi di ottobre è successo quello che è successo con Armstrong! Che idea ti sei fatto di questo incredibile episodio?

Io ho saputo tre settimane prima della partita con il SJK che lui non sarebbe venuto, di conseguenza ero più che certo che lui e la società fossero d'accordo sulla sua assenza. A quanto pare così non era, di conseguenza dopo il suo esonero la squadra è stata affidata a me. Intendiamoci, io con Armstrong mi sono trovato molto bene, poi essendo entrambi stranieri parlavamo un sacco di tecnica e di tattica. Ritengo comunque abbastanza inconcepibile che un tecnico non si presenti ad una gara di campionato della sua squadra per andare a commentare la Premier League in televisione.
Vedremo cosa succederà l'anno prossimo, non sarà facile ripetersi ma come sempre daremo il massimo. Non ho avuto ancora il tempo di parlare con il nuovo tecnico (si tratta di Jarkko Wiss ndr) ma sono certo che lavoreremo bene insieme.

Qual è il tuo pensiero generale sul calcio finlandese?

Dopo un periodo di crisi sembra che si stia riprendendo, e credo che questo sia dovuto al fatto che molti campioni finlandesi, una volta terminate le loro carriere, sono tornati in patria per ricoprire ruoli importanti e far valere la loro esperienza internazionale. Penso a gente come Sami Hyypiä, Hannu Tihinen e Jari Litmanen. Di contro c'è sempre il solito problema, la Finlandia non è molto aperta alle innovazioni, spesso si va a cozzare contro mentalità chiuse e questo comportamento non aiuta. Fortunatamente l'Ilves non fa parte di questa categoria, sa che se vuole crescere deve mettere il naso fuori dalla Finlandia e questo rientra nei miei compiti perché in società, oltre all'allenatore in seconda, ricopro anche il ruolo di responsabile del progetto di sviluppo internazionale e sono in contatto con società in tutta Europa per assistere ai loro allenamenti con alcuni nostri tecnici, vedere come vengono programmate le varie attività e anche portare alcuni nostri ragazzi.

A proposito di ragazzi, uno di questi è Lauri Ala-Myllymäki, classe 1997, autentica rivelazione della stagione.

Lauri mi piace molto, spero davvero che qualche società gli conceda l'opportunità di un provino ma non è semplice perché, quando all'estero si sente parlare di Finlandia, non tutti sono interessati a vedere quanto di buono c'è a livello calcistico in questo paese. Il vento comunque sta cambiando e ritengo che, nel giro di qualche anno, le nuove leve (soprattutto i ragazzi del 2004 e 2005) si faranno rispettare, stanno lavorando benissimo e diranno la loro sia a livello nazionale che internazionale.

Il futuro di Marco Baruffato sarà ancora in Finlandia?

Io sono una persona all'antica, sono sentimentalmente legato all'Ilves perché sono stati i primi a offrirmi un impiego, quindi finché l'Ilves vorrà e ci saranno i presupposti continuerò a lavorare per loro. Il mio contratto, poi, prevede determinati compiti perché sono assunto a tutti gli effetti come dipendente.

Veramente? E com'è la tua giornata-tipo?

Faccio le mie 8 ore al giorno. Dalle 7.30 alle 9.30 sono subito in campo per un allenamento con i giocatori più talentuosi di tutte le società di Tampere, poi vado in ufficio per lo sviluppo del progetto internazionale che prevede gemellaggi, ricerca di tornei dove poter iscrivere le nostre squadre e anche l'organizzazione del nostro torneo, nello scorso agosto si è disputata la prima edizione ed è andato decisamente bene. Dalle 13.00 alle 15.00 faccio un po' di propaganda nelle scuole e negli asili, si tratta sostanzialmente di far giocare a calcio i ragazzi delle varie classi per cercare di farli appassionare a questo sport. Infine, alle 16.00, corro allo stadio per l'allenamento con la prima squadra che gestirò fino al prossimo 1° gennaio, quando partirà il contratto di Wiss.

Non mi sembra di vedere molta Italia nei tuoi progetti futuri...

Sono fiero di essere italiano e non rinnego assolutamente il mio passato. Tuttavia, considerati i motivi che mi hanno spinto ad intraprendere l'avventura qui in Finlandia e che ti ho spiegato prima, non vorrei rivivere tutto daccapo: lavorare in ambienti dove non mi trovo bene, dove tutto ruota intorno al Dio denaro, dove c'è troppo stress e troppa poca meritocrazia. La voglia di tornare c'è ma deve valerne la pena  Ho una moglie, tre figli e "sradicarli" nuovamente deve avere il suo tornaconto, non solo economico.

Un'ultima domanda: cosa pensi del blog e della pagina Facebook di "Calcio Finlandese"?

La ritengo un'ottima idea perché mi sono reso conto che molti italiani sono interessati a quello che succede da queste parti. Il fatto che poi la pagina sia molto seguita è decisamente positivo!

Grazie mille Marco per la tua cortesia e per la bellissima intervista!

Di nulla, è stato un piacere! Speriamo di incontrarci presto a Tampere!

venerdì 17 aprile 2015

Intervista esclusiva ad Alessandro Marzuoli, il portiere-goleador dell'Oulu!


Dopo Rampulla e Taibi, i portieri italiani goleador diventano protagonisti anche all’estero.

In Finlandia infatti c’è un ragazzo di Pescara, Alessandro Marzuoli (nella foto, fonte yle.fi), che gioca in Ykkönen (seconda divisione) con l’AC Oulu, e nella giornata di ieri, durante la gara valevole per gli ottavi di finale di Suomen Cup contro il Kemi, ha realizzato al 95’ la rete del 3-3 che ha mandato la gara prima ai supplementari, poi ai rigori, grazie ai quali la sua squadra ha poi passato il turno, accedendo ai quarti.



Calcio Finlandese lo ha contattato e Marzuoli ci ha gentilmente concesso questa intervista. Buona lettura!



Ciao Alessandro! Anzitutto complimenti, un portiere che fa gol non si trova tutti i giorni…

Finalmente è arrivato il primo gol della mia carriera e devo dire che è una bellissima sensazione! Ci avevo già provato altre volte, ma fino ad ora non avevo mai avuto fortuna.



Raccontaci in breve la tua carriera calcistica. Come sei arrivato in Finlandia?



Sono cresciuto nel vivaio del Pescara Calcio fino alla prima squadra, in serie B.
 
Poi ho intrapreso la mia storia calcistica all'estero giocando con Top Oss (Olanda), Marek (Bulgaria), Olimpiacos Volos (Grecia) e poi 4 anni in Finlandia con VPS Vaasa, Fc Futura e adesso Oulu.



Un giramondo, insomma! Ma come si vive il calcio lassù? E qual è il livello medio delle squadre finlandesi?



Qui il calcio è di buon livello e le strutture (campi, etc.) sono all'avanguardia, meglio che in Italia!


Per quanto riguarda il livello, diciamo che una serie A finlandese equivale ad una serie B italiana, con l'eccezione ovviamente di alcune squadre.



Si dice che i finlandesi siano famosi per il loro silenzio e la loro freddezza. E’ solo un luogo comune oppure c’è del vero?



Appena si fa amicizia con un finlandese è vero, ma poi con il passare del tempo si instaura un rapporto normalissimo, anzi sono delle persone estremamente corrette.


Sto apprendendo molto dalla loro cultura e sto migliorando la mia persona non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello umano.



Quali sono i tuoi obiettivi personali? Vedi ancora Finlandia nel tuo futuro?



Qui mi trovo benissimo, ma il mio sogno sin da piccolo è sempre stato quello di giocare nel campionato inglese, un torneo che seguo da sempre con ammirazione.



Ti chiedo infine cosa pensi del blog e della pagina Facebook di Calcio Finlandese.



La ritengo un’ottima idea e continuerò a seguirlo, perchè è un calcio che merita. Il campionato finlandese è in crescita, anche in Italia ci sono giocatori validi (Hetemaj al Chievo e, dal prossimo giugno, Moisander alla Sampdoria ndr) e parecchi talenti sono seguiti da molte blasonate squadre del calcio europeo.


Non dimentichiamo poi che uno dei miglior giocatori al mondo, Jari Litmanen, è finlandese!



Grazie mille Alessandro per la tua cortesia e disponibilità. A presto e in bocca al lupo!



Grazie a te e crepi il lupo!