martedì 20 settembre 2016

Diario di un italiano in Finlandia / Capitolo 2: Tampere (con intervista a Lauri Ala-Myllymäki)

Dopo aver salutato Helsinki, giovedì 15 settembre mi dirigo con la mia signora verso l'interno del paese, per la precisione verso la bella città di Tampere, distante dalla capitale soltanto due ore di autobus. Ad accogliermi il mitico Marco Baruffato (anche lui intervistato qualche mese fa, analogamente all'amico Domenico Pardo), vero e proprio "tuttofare" all'interno della società dell'Ilves, ed attualmente allenatore della squadra femminile, che milita nella massima serie nazionale. Anche quella maschile però va benone, è infatti nelle prime posizioni della Veikkausliiga. Niente male, considerando che erano partiti per salvarsi.
La partita con il VPS è in programma venerdì 16, quindi ho tempo per fare un giro a Kauppi, una enorme distesa verde di campi da calcio nei quali si allenano un po' tutte le società di Tampere. E vige la massima democrazia: se il comune decide che (esempio) alle 14 si allenano le giovanili del TPV (squadra di terza divisione) e alle 16 la prima squadra dell'Ilves, non si transige. Per l'ennesima volta penso all'Italia e mi viene da ridere.


Il centro sportivo di Kauppi

Ad ogni modo, alle 18.30 termina l'allenamento della squadra maschile e inizia quello della femminile, allenata da Baruffato. Ho quindi l'occasione per vedere da vicino tutti i ragazzi dell'Ilves. Saluto Marco Matrone (ovviamente in italiano!), scambio quattro chiacchiere con Jarkko Wiss (che a dispetto dell'età è ancora capace di piazzare un lancio a 50 metri, visto con i miei occhi) facendogli i complimenti per l'ottima stagione sin qui disputata, ma soprattutto riesco ad avvicinare il mio pupillo (e non solo mio) Lauri Ala-Myllymäki. Di seguito la nostra breve conversazione:

Lauri, sei considerato da molti come una delle maggiori promesse del calcio finlandese. Cosa pensi al riguardo?
Mi sento bene e sto lavorando duro ma non ho ancora fatto nulla, so che c'è ancora molto da lavorare e da imparare per proseguire al meglio la mia carriera.
Cosa pensi della stagione dell'Ilves? Eravate partiti per salvarvi, ma siete tra le prime...
Sì, è un'ottima stagione finora. Abbiamo evitato sin da subito la battaglia per non retrocedere e siamo davvero contenti dell'annata disputata.
Segui il calcio italiano? Cosa ne pensi?
Sì, ogni tanto mi capita di vedere qualche partita di serie A, anche se non ho una vera e propria squadra preferita.
Cosa vedi nel tuo prossimo futuro?
Ovviamente spero di diventare presto un calciatore professionista all'estero. Mi piace molto la Premier League, il mio sogno sarebbe di giocare lì un giorno!

E noi ovviamente glielo auguriamo. 



Lauri Ala-Myllymäki. Tra qualche anno non dite che non ve l'avevo detto...

Dopo la breve ma piacevole intervista con Lauri, inizia l'allenamento delle donne. Ora, io non sono un grande esperto di calcio femminile, e quelle poche partite che ho visto non è che mi abbiano fatto chissà quale impressione. Volete un consiglio? Andate a vederle giocare dal vivo. In quell'ora e mezza ho visto certe cose da far impallidire molti maschietti. La partitella finale, poi, l'hanno giocata come fosse la finale dei mondiali. E dovevate vedere che razza di castagne tiravano! E quasi tutte sotto l'incrocio. Impressionanti. Senza contare che molte ragazze erano impegnate con le varie nazionali finlandesi e quindi, quel giorno, non erano presenti. L'unico imprevisto che mi è capitato durante questa piacevole giornata è stato un po' di freddo. L'ho parzialmente superato aiutando Mikko Kavén, ex portiere del Tampere United (anche 15 presenze in nazionale per lui) e ora preparatore, a raccattare qualche pallone terminato nel parcheggio del Kauppi.

Baruffato e le ragazze dell'Ilves Naiset

Venerdì 16, ore 18.30. Inizia la partita! L'Ilves affronta in casa il VPS, una gara difficile per i gialloverdi; entrambe le squadre sono nelle zone di alta classifica e una vittoria spingerebbe una delle due verso il terzo posto. Il "Tammela" è il piccolo stadio delle linci, a poche centinaia di metri dal centro della città (noi ci siamo arrivati comodamente a piedi). Molto bello, con la tribuna a ridosso del campo (e divisa solo da una sbarra di ferro, cosa che non mi ha impedito di salutare Matrone dandogli un bel "cinque" di incoraggiamento e complimentandomi per le 200 partite in Veikkausliiga), ma si vede che necessita di qualche ritocco. Gli spogliatoi, per dire, sembrano quelli di una nostra squadra di Eccellenza. Il comune ha comunque in programma di rinnovarlo a breve e portare la capienza a 6.500 posti, rispetto ai 5.000 attuali.

Gli spogliatoi del "Tammela". C'è di meglio!

Marco Matrone fa 200 in Veikkausliiga. Onnea!

Squadre schierate, si parte!

La gara è molto tirata e decisamente noiosa, conclusioni in porta non se ne vedono e, come non bastasse, Ala-Myllymäki è in panchina (entrerà a pochi minuti dal termine) causa turnover. In compenso non ci si annoia. Con Baruffato (che mi ha raggiunto a metà primo tempo) si chiacchiera di giocatori, di tattica...insomma, di calcio. Ho anche l'occasione di gustarmi una "makkara" (salsiccia tipica finlandese, una sorta di hot dog) a fine primo tempo. Sempre nell'intervallo, Baruffato mi presenta a due suoi ex giocatori: il primo è Mbachu Emenike, nigeriano ora in forza all'Haka in seconda divisione, mentre il secondo è Omar Khary, che gioca nel PK-35 Vantaa ma quel giorno è infortunato e ne ha approfittato per fare un salto a Tampere. Proprio con Khary scambio due parole e, quando gli dico che ho una pagina FB chiamata "Calcio Finlandese", mi guarda sbigottito e fa: "Ah ma la conosco, ti seguo!". E chi se lo aspettava???
Ad ogni modo, il canovaccio della gara non cambia di molto nemmeno nella ripresa, e lo 0-0 resiste fino alla fine. Prima di andarcene, però, Baruffato chiama a sé Toni Hevonkorpi (ex giocatore anche lui e ora direttore sportivo dell'Ilves), che omaggia me e la mia signora di una sciarpa ciascuno. Sì, ora anche noi siamo due "Tamperelaiset" doc! 

Kiitos Toni! Kiitos Ilves!

Siamo giunti così al termine del nostro viaggio finlandese. Una settimana bella ed intensa, due partite, giocatori che avevo visto solo su Internet conosciuti di persona (e non potete capire che emozione, per me che ne scrivo le gesta tutte le settimane), e amici anch'essi incontrati dal vivo per la prima volta, che hanno dimostrato di essere davvero persone squisite. 
L'unico augurio che mi faccio è soltanto quello di poter tornare il prima possibile nel paese che idolatro da quasi vent'anni. Perché, riprendendo il buon Venditti, certi amori mica finiscono...

lunedì 19 settembre 2016

Diario di un italiano in Finlandia / Capitolo 1: Helsinki


Come tutti i miei followers ormai avranno saputo, dall’11 al 18 settembre sono stato in Finlandia. Oltre ai motivi prettamente turistici (a proposito: Helsinki, Porvoo e Tampere, per chi non c’è mai stato, meritano assolutamente una visita), la ragione principale che mi ha spinto ad intraprendere questo viaggio è il calcio.
Sono riuscito a mettere insieme, in questi sette giorni, ben due partite (una a Helsinki e una a Tampere). Si comincia lunedì 12 al "Sonera" con HJK-Lahti. Ad accompagnare me e la mia signora allo stadio, un Cicerone d'eccezione: Domenico "Miko" Pardo (che avevamo intervistato qualche mese fa), di professione tifoso del SJK ma nella capitale per motivi di studio.
Prima del suo arrivo, però, ho il tempo per effettuare un "sopralluogo". L'entrata principale dei giocatori, infatti, dà proprio su Urheilukatu, la via dello stadio: se sono fortunato riesco a beccarne qualcuno. E infatti li becco. Tutti. Ma proprio tutti! Arrivano a piedi. Niente macchinoni, niente autobus-astronavi. Attraversano la strada, come cittadini qualsiasi, ed entrano tranquilli in spogliatoio. Penso all'Italia, con gente che gioca in serie D e arriva al campo pettinata come Ronaldo, e mi viene da ridere.

Al Sonera mi accoglie il "re": Jari Litmanen

Per primo arriva il portiere Dähne (che non lo sa ancora, ma passerà una giornataccia), poi Alho, Kohlemainen, Jalasto, la leggenda Forssell, Alfredone Morelos. E anche il mister, Mika Lehkosuo. Giacca impeccabile ed in gran forma. Quando gli dico che sono di Perugia sgrana gli occhi. Mi chiede della situazione attuale della squadra, poi alza lo sguardo al cielo e mi dice "Good weather today". Magari meteorologicamente sì, ma presto sul Klubi pioveranno gol (e critiche).
Ho anche tempo per scambiare due chiacchiere in italiano con Oduamadi (chi se lo ricorda?), indisponibile causa infortunio. Un ragazzo davvero simpatico e gentile, che dopo aver girovagato i campi più disparati della nostra serie B, sembra aver trovato la sua dimensione in Finlandia.

"I'm from Perugia" "Oh, really??"
Toni Kohlemainen e "Mikelone" Forssell

Il simpaticissimo Oduamadi

Nel frattempo è arrivato anche Domenico. Proviamo ad avvicinarci ai cancelli, che però aprono alle 18.00 (la partita inizia alle 18.30). Con nostro grande stupore, due degli addetti alla sicurezza (quelli che ti perquisiscono all'entrata, per capirci), sono italiani. Dopo aver parlato qualche minuto, con inevitabile riferimento al cibo (che in Italia è buono, qui fa schifo, eccetera), nell'attesa ci concediamo un espresso ad un bar vicino, che in realtà è un ristorante thailandese. Per trovare un espresso decente a Helsinki devi andare dai thailandesi. Adoro questa città.
Superiamo senza problemi i controlli, ma c'è una cosa che Domenico non ha capito: i biglietti li ho presi nella curva dell'HJK. Siamo, in pratica, in mezzo agli ultrà. Il nostro amico si sente come Fantozzi nella trincea scozzese e cerca di nascondere l'imbarazzo intonando, di tanto in tanto, qualche coro (ma con un occhio sempre al telefono per vedere cosa fa il suo Kerho, impegnato a Rovaniemi).
Comincia la partita. Il Klubi fatica a rendersi pericoloso, del resto il giapponese Tanaka è ancora infortunato, ed è lui sinora ad aver praticamente retto tutto il centrocampo della squadra. Il Lahti ne approfitta e passa prima al 36' con Multanen su azione di corner, in seguito su rigore al 43', guadagnato e trasformato dal gioiellino Tuominen. La curva comincia a mugugnare, si sentono già i primi "Ulos Bana" (ovvero "A casa Bana", che sarebbe il soprannome di Lehkosuo). A inizio ripresa una frittata della difesa ospite permette a Morelos di involarsi tutto solo e realizzare la rete dell'1-2. Un fuoco di paglia, perché 14 minuti dopo Paananen (mio pupillo dai tempi del KuPS) segna l'1-3, e qualche minuto dopo Kärkkäinen mette dentro il gol del clamoroso 1-4 (che però mi perdo a causa di un bisogno irrefrenabile causato dalle due birre ingurgitate nel prepartita e all'intervallo).
Con un punteggio così l'arbitro ha sicuramente poche colpe, ma per la curva è comunque "Huono tuomari, huono ihminen" ("Cattivo arbitro, cattiva persona"). Questo è l'insulto più pesante che gli hanno rivolto. Anche qui faccio il confronto con l'Italia e sorrido amaramente.

HJK-Lahti 1-4. Domenico non sembra troppo dispiaciuto del risultato...

La sconfitta dell'HJK non cancella un tramonto straordinario

La partita finisce in disfatta per l'HJK (che perderà anche qualche giorno dopo contro l'Inter Turku, mettendo così seriamente a rischio il titolo), ma noi ci siamo comunque divertiti. Anche Domenico, che ha potuto gioire sia per la sconfitta del Klubi che per il pareggio, in extremis, del SJK a Rovaniemi, grazie ad un gol di Billy Ions.
La mia avventura però continua. Ora mi aspetta Ilves-VPS a Tampere, venerdì 16.

sabato 23 luglio 2016

Arto Tolsa: un eroe silenzioso


Arto Tolsa durante un'intervista (immagine: yle.fi)

La storia sportiva di un paese non è fatta solo di eroi celebrati da libri e, più recentemente, da radio, tv e internet.
Ci sono anche persone che, dopo una carriera straordinaria, se ne vanno in punta di piedi, in silenzio. Un tipico silenzio finlandese. Solo dopo, quando oramai non si può più tornare indietro, ci si rende veramente conto di quanto quelle persone abbiano significato. 

Arto Tolsa nasce a Kotka, città della Finlandia meridionale, il 9 agosto del 1945. L'Europa si sta leccando le ferite di guerra, e meno di un mese dopo il mondo avrebbe scoperto la spaventosa potenza della bomba atomica. La Finlandia, dopo la guerra d'inverno, è in ottimi rapporti con l'ingombrante vicino russo, grazie alla mediazione del generale Mannerheim, e la sua neutralità a livello internazionale (la cosiddetta "linea Paasikivi", dal nome del presidente della Repubblica che per primo la adottò, proseguita poi anche da Urho Kekkonen) le garantisce una relativa tranquillità economica e sociale.

Il calcio inizia pian piano a prendere piede anche in Finlandia, seppur con una dimensione ancora quasi del tutto dilettantistica. E nel Kotkan Työväen Palloilijat (o, se preferite, KTP), inizia a farsi strada questo ragazzone di 186 cm. Esordio in prima squadra a 18 anni, nel 1963, e gol. Tanti gol. 108, per la precisione, in 130 partite di campionato. Una media pazzesca, persino in quegli anni. Il KTP vince la Coppa di Finlandia nel 1967 e Tolsa attira su di sé le attenzioni di molte squadre, anche e soprattutto estere. La consacrazione definitiva avviene il 25 giugno del 1969. A Helsinki si disputa una partita per le qualificazioni ai mondiali messicani. Avversario, la Spagna. Il ruolino dei biancazzurri, fino a quella gara è impietoso: tutte sconfitte, e che sconfitte! 2-1 e 6-1 dal Belgio, 5-1 e 9-1 dalla Jugoslavia. La Finlandia è praticamente lo sparring partner del girone, ma contro gli iberici è un'altra musica: in venti minuti la squadra va sul 2-0 e il risultato non cambia più fino al triplice fischio. È la più grande impresa del calcio finlandese, che prima di allora aveva vinto soltanto una partita nelle qualificazioni a mondiali ed europei. Arto Tolsa segna il secondo gol ed è pronto a spiccare il volo. Destinazione, Belgio. 

Al Beerschot, club di Anversa, Tolsa arretra il suo raggio d'azione, passando da attaccante puro a libero. E i risultati non tardano ad arrivare. Con la formazione belga gioca fino al 1979, collezionando 200 presenze, 14 reti e due coppe del Belgio, oltre ad essere nominato per tre volte "calciatore finlandese dell'anno" (nel 1971, 1974 e 1977). Poi il ritorno a Kotka, dove chiude la carriera nel 1982, facendo in tempo a vincere un'altra coppa nazionale due anni prima. È in assoluto il miglior giocatore della storia del KTP (201 presenze e 126 reti totali), oltre che, fino ad allora, quello con più presenze in Nazionale (77, con 9 reti).


Lo stadio di Kotka, rinominato nel 2000 "Arto Tolsa Areena" (immagine: openbuildings.com)

Dà così tanto al calcio che, quando si ritira, la tristezza e la solitudine prendono il sopravvento. Qualche lavoro saltuario, la carriera di allenatore che non decolla, la routine della vita quotidiana, e l'alcol che comincia a farsi strada. Una spirale senza fondo, che trova il suo termine il 30 marzo del 1989, quando Kotka apprende la notizia che Arto Tolsa, uno dei suoi figli più celebri, se n'è andato a 43 anni.

Tolsa è stato inserito nella Hall of Fame del calcio finlandese nel 1993 e, sette anni dopo, gli è stato intitolato lo stadio di Kotka. Riconoscimenti doverosi per un campione andatosene troppo presto, e in silenzio. Un tipico silenzio finlandese.

venerdì 1 aprile 2016

Da Reggio Calabria a Seinäjoki, dai dilettanti allo scudetto: intervista esclusiva con Domenico Pardo!




Domenico Pardo (a sinistra) festeggia il titolo vinto dal SJK insieme a Marco Matrone,
giocatore italo-finlandese ora in forza all'Ilves

Tempo fa mi sono imbattuto in un video dove la curva del SJK cantava festante, dopo che la squadra di Valakari aveva vinto il titolo. Tutto mi sarei aspettato di sentire, tranne un ragazzo che urlava in italiano "I campioni di Finlandia siamo noi!". 
Quel ragazzo si chiama Domenico "Miko" Pardo, vive e lavora a Seinäjoki e ci ha concesso questa intervista davvero molto interessante, da leggere tutta d'un fiato!

Ciao Domenico, e grazie per aver accettato la nostra proposta! Cominciamo con una tua breve biografia e spiegaci come mai vivi in Finlandia.

Sono arrivato in Finlandia quasi due anni fa, nel luglio del 2014. La mia fidanzata (e futura moglie) è di nazionalità ungherese: vivevamo insieme a Reggio Calabria, la mia città natale, ma ha ricevuto un'offerta di lavoro interessante proprio dalla Finlandia ed ha iniziato a fare il medico qui a Seinäjoki. Possiamo dire che mi sono gettato in questa avventura per ragioni di cuore!
 
Qual è stata la tua prima impressione di questo nuovo paese? 

All'inizio non è stato semplice: Seinäjoki non è una metropoli, non è Helsinki: pochi locali, poca gente per strada. E poi clima e cibo decisamente "in contrasto" con il sud Italia da cui provengo! Ma una volta che sei dentro il tessuto sociale, cambia tutto. Si può dire addirittura che, parlando di rapporti umani, sia una città molto "calda"! Ho iniziato, come tutti gli stranieri che arrivano in Finlandia, a frequentare i corsi di lingua finanziati dallo Stato. Nonostante la famigerata difficoltà della lingua finlandese, sono riuscito ad ottenere ottimi risultati in breve tempo, proprio perché ritengo la comunicazione una tappa fondamentale per l'integrazione in un paese straniero. Ed anche se una buona parte della popolazione finlandese parla perfettamente inglese, comunicare nella loro lingua ti apre le porte ad amicizie, contatti e vita lavorativa. Infatti ho ricevuto un'offerta di lavoro come insegnante di italiano (in Finlandia esistono strutture statali chiamate "Kansalaisopisto", dove è possibile studiare lingue, musica, teatro, cucina ecc.). Con grande sorpresa, ho scoperto che i finlandesi amano la nostra lingua, cultura e tradizioni: essere italiani da queste parti è sicuramente (e per fortuna!) un vantaggio! Oltre a studiare finlandese e ad insegnare italiano, lavoro anche nelle scuole primarie come aiuto insegnante; i bambini offrono sempre grandi soddisfazioni, donano entusiasmo e ti aiutano molto a farti comprendere il funzionamento di una società nuova. 

Parole sacrosante! Ora però parliamo di calcio: com'è nata la tua passione?

Ho iniziato a seguire la Reggina, la squadra della mia città, sin da piccolo. Andavo allo stadio assieme ai miei zii, negli anni '80, e ricordo i derby "roventi" contro il Messina. La passione è aumentata con gli anni e sono riuscito a godere pienamente della più grande gioia per i tifosi amaranto, ossia la promozione in serie A il 13 giugno del 1999. Momenti indimenticabili, vissuti sempre in curva e molto spesso in trasferta, dalla serie C alla serie A, da gioie incontenibili come lo spareggio di ritorno a Bergamo contro l'Atalanta, a dolori come la sconfitta interna contro l'Hellas Verona (ed il goal all'88' di Cossato, che ci ha condannati alla serie B). Il fallimento della società e la retrocessione tra i dilettanti rappresentano ancora ferite aperte, per me e per tutti i miei concittadini.

Un vero ultrà, insomma! E a Seinäjoki come hai fatto a diventare uno dei "membri" della curva?


Il movimento ultras in Finlandia è acerbo, gli impianti sono piccoli e l'atmosfera è freddina (in tutti i sensi!). Da questo punto di vista mi ritengo fortunato, perché sono andato la prima volta allo stadio quasi per scherzo, e durante l'intervallo sono stato subito invitato dagli ultras locali del SJK a vedere la partita con loro. La curva del SJK è molto particolare: non vi sono solo finlandesi, ma anche inglesi, scozzesi ed altri stranieri che vivono e lavorano qui. All'inizio comunicavo in inglese poi, con l'aumentare delle mie conoscenze linguistiche, sono riuscito ad entrare in contatto con tutti i ragazzi della curva (il nome del gruppo è "Klopit", che in gergo stradaiolo finlandese significa "Ragazzi"). Fondamentale per me è stato l'incontro col capo degli ultras: si chiama Lari Paski ed è un 40enne con alle spalle una grande esperienza curvaiola ed in generale calcistica. Segue tutti i più importanti campionati, sia d'Europa che del mondo, ama il calcio ed il mondo ultras in tutte le sue forme più variopinte. La sua passione e la sua profonda conoscenza hanno dato il "la" alla mia avventura in curva qui a Seinäjoki; oramai posso annoverarlo fra i miei migliori amici ed è grazie a lui che sono entrato in questo mondo dalla "porta principale"! Da quel momento ho partecipato sempre più attivamente alle partite (sia in casa che in trasferta) e ho avuto la fortuna di assistere alla vittoria del primo storico scudetto per questa formazione di provincia, che ha saputo battere tutti i record nel giro di poco tempo (infatti milita nella massima serie da solo 2 stagioni). Voglio anche citare, come curiosità, gli incontri molto importanti con due giocatori: Mehmet Hetemaj, che ha militato qualche anno fa nel campionato italiano, ed in particolare nella mia Reggina, e Marco Matrone, giocatore di passaporto finlandese ma di chiare origini italiane.

Che cosa pensi del movimento calcistico finlandese? E in particolare, della squadra della tua nuova città, che grazie allo scudetto appena conquistato si candida ad essere una delle società più importanti del paese (anche con la costruzione del nuovo stadio)?


Parto con una battuta. Quando un italiano segue il calcio finlandese è fondamentalmente per due ragioni: o vive in Finlandia o ha qualche rotella fuori posto! (nel mio caso, la seconda! ndr)
Ovviamente si fa per ridere, ma la verità è che il primo approccio non è di certo facile. La qualità del gioco e dei nomi che scendono in campo non è delle più alte, anche se nel SJK militano
calciatori che sicuramente sono di livello più "europeo", come ad esempio il portiere estone Mihkel Aksalu e Roope Riski. Lo stadio nuovo, costruito in tempi record, verrà inaugurato a giugno e sarà un'ulteriore molla per lo sviluppo di tutto il movimento calcistico finlandese. La crescita decisiva deve però passare, per forza di cose, anche dal team nazionale, ancora molto indietro tecnicamente rispetto ai paesi vicini, come Svezia, Norvegia e Danimarca (e purtroppo ce ne siamo accorti dalle ultime amichevoli della nazionale ndr).

Torniamo a parlare della tua vita di tutti i giorni in Finlandia: cosa pensi di questo paese dal punto di vista delle persone, dello stile di vita, della qualità dei servizi...? Hai intenzione di rimanere o nel futuro vorresti tornare in Italia?


Alla domanda ho risposto in gran parte prima, in ogni caso è importante dire che la Finlandia non è una nazione particolare...è proprio diversa in tutto! I finlandesi non si sentono né scandinavi, né europei. La particolarità del loro idioma (non è una lingua indoeuropea ndr) si riflette su tutti gli aspetti della loro vita. La Finlandia la scopri davvero solo quando ci vivi, quando sei in mezzo ai finlandesi, quando entri nei meccanismi che scandiscono le loro giornate, quando comprendi che nulla si ferma neanche con 30 gradi sottozero, e che la tranquillità e la sicurezza per le strade, così come nelle scuole, sono valori e diritti fondamentali ed irrinunciabili. La Finlandia è fiera della sua storia, che in apparenza potrebbe risultare breve e scarna, ma che invece offre spunti unici, così come la natura sconfinata, il rapporto che questo popolo ha con i laghi, le foreste, le aurore boreali, l'avvicendamento (tanto brusco quanto incredibile!) delle stagioni. Insomma, la Finlandia è molto di più che la terra di Babbo Natale o la modernità della capitale Helsinki!
Certo, l'Italia, ed in particolare Reggio Calabria, mi mancano sempre, ma dopo aver viaggiato per molti paesi europei, posso affermare che la Finlandia è il posto migliore che ho visto per poter formare una famiglia e crescere dei figli. Il sistema scolastico e lo stato sociale sono il fiore all'occhiello di questa terra, dunque sono proprio felice di poter dire che non sono qui soltanto "momentaneamente".

E noi ovviamente siamo felici per te! Un'ultima domanda: cosa pensi del blog e della pagina FB "Calcio finlandese" e che consigli ci puoi dare per aiutarci a crescere ancora?

All'inizio ero un po' sorpreso, perché non è facile immaginare italiani fan del calcio finlandese, ma proprio la sorpresa iniziale mi ha fatto seguire con interesse le vicende di questa pagina Facebook. Il lavoro che c'è dietro è di tutto rispetto, informazioni sempre puntuali e precise, un punto di vista obiettivo e realistico, nonostante la distanza. Consigli per crescere? Più spazio al movimento ultras e più interviste con i protagonisti di questo campionato unico. Unico come la Finlandia!

Grazie mille Domenico per questa bellissima chiacchierata. Speriamo di poterti venire a trovare presto a Seinäjoki!

Grazie a voi e sempre forza SJK! Terveisiä italialaisille Suomesta! Heippa! (Saluti agli italiani dalla Finlandia! Ciao!)

domenica 13 marzo 2016

Intervista esclusiva a Joel Grasso, da Rauma per inseguire il sogno di allenatore!


Il centro storico di Rauma è patrimonio mondiale dell'umanità UNESCO
(fonte immagine: commons.wikimedia.org)

La città di Rauma, nella Finlandia occidentale, è famosa per tre motivi: i merletti, il centro storico (patrimonio mondiale dell'umanità UNESCO con i suoi 600 edifici in legno) e il "Lukko" (lett. "lucchetto"), la locale squadra di hockey, che milita nella massima serie e si è anche laureata campione nazionale nel 1963.
Naturalmente c'è anche il calcio, rappresentato da due società principali che militano, rispettivamente, il Nelonen (quinta serie) e Kolmonen (quarta): si chiamano FC Rauma e Pallo-Iirot. E proprio con quest'ultima squadra lavora Joel Grasso, un ragazzo italo-finlandese giovanissimo ma già molto ambizioso. Non ci credete? Bè, non capita mica a tutti di vincere due campionati da allenatore a nemmeno 22 anni... Buona lettura!



Joel Grasso con la divisa del Pallo-Iirot

Ciao Joel, e grazie per aver accettato la nostra proposta. Parlaci un po' della tua vita e della tua carriera da calciatore e allenatore!


Sono nato e cresciuto a Rauma. Ho quasi 22 anni, mamma finlandese e papà italiano (di Mascali, provincia di Catania). Abito in Finlandia ma le vacanze le passo nella "mia" Sicilia. 

Per quanto riguarda la mia carriera, ho giocato fino alla primavera della squadra del Pallo-Iirot, qui a Rauma. Avevo 15 anni ma ero inserito in un gruppo con ragazzi che ne avevano 18-19. Nell'ultima stagione abbiamo giocato nella massima serie di categoria, che però sfortunatamente si è conclusa con la retrocessione. Poi, nella primavera 2009, ho avuto un infortunio abbastanza grave alla gamba sinistra e ho pensato che forse era arrivato il tempo di smettere. Subito dopo, tuttavia, la società mi ha proposto di fare l'allenatore per i "piccoli amici" e ho accettato volentieri, dando così inizio alla mia carriera di allenatore. 

Nel 2013 è arrivata la grande occasione perché l'altra squadra della città, l'FC Rauma, mi ha offerto il posto di allenatore della prima squadra. Ovviamente ho accettato subito, e in due anni abbiamo conquistato due promozioni consecutive, dalla quinta alla terza divisione (Kolmonen). Purtroppo la stagione in terza divisione non è andata bene e siamo di nuovo retrocessi in quarta, dopodiché ho rescisso il mio contratto e sono tornato al Pallo-Iirot, che mi ha offerto gli incarichi di secondo allenatore della primavera (milita nella seconda serie di categoria), primo allenatore degli esordienti 2003 e anche di tutor per gli altri allenatori della società. Nel frattempo, nel 2014 ho anche conseguito la licenza UEFA B.

Nemmeno 22 anni e già un'esperienza importante, dunque! Com'è la tua giornata-tipo? C'è solo il calcio?

Assolutamente no! Alle 8.00 vado all'università (studio relazioni internazionali qui a Rauma) e resto fino alle 14.00. Poi subito al campo: alle 15.00 inizia l'allenamento dei esordienti, alle 17.30 quello della primavera, poi alle 19.45 faccio un po' di tutoring per qualche squadra di ragazzi dai 6 agli 11 anni (aiuto i tecnici ad analizzare gli allenamenti, etc.) e infine, alle 21.15, ritorno a casa. Sono sempre giornate lunghe! 

Da addetto ai lavori, ritieni che il calcio in Finlandia possa raggiungere il seguito di pubblico che hanno altri sport, ad esempio l'hockey su ghiaccio?

Penso e spero di sì. C'è tanta voglia di imparare e crescere, per essere sempre più competitivi, sia in campo che fuori. Le grandi società stanno investendo molto, penso ad esempio al SJK che sta facendo un nuovo, bellissimo stadio. Cose del genere possono portare solo benefici al calcio nel nostro paese.

Un'ultima domanda: che cosa pensi della pagina FB e del blog "Calcio finlandese"?

È una pagina interessante e personalmente la leggo tutti i giorni. È bello vedere che il calcio finlandese interessa a così tanta gente in Italia!

Grazie Joel per il tempo che ci hai dedicato, e un grande in bocca al lupo per la tua carriera!

Grazie a voi!

sabato 5 marzo 2016

Veikkausliiga 2016: il punto sulle 12 squadre.

I nostri fans sanno bene che questo è il periodo dell'anno in cui pubblichiamo il punto sulle "magnifiche 12", ovvero le squadre che prenderanno parte alla Veikkausliiga 2016. Anche stavolta, ovviamente, non facciamo eccezione. L'ordine delle squadre è rigorosamente alfabetico e, al termine dell'analisi, la mia consueta personale valutazione, da 1 a 5. Devo ammettere di averci preso abbastanza lo scorso anno (soprattutto pronosticando lo scudetto del SJK!)...Non mi resta che augurarvi buona lettura!

HIFK (allenatore Honkavaara - confermato) - Archiviata la tranquilla salvezza dello scorso anno, la seconda squadra di Helsinki (ma non ditelo ai tifosi, con tutto il casino che fanno...!) è chiamata ad una difficile conferma. Honkavaara dovrà essere bravo a plasmare un gruppo che ha perso, rispetto alla stagione appena conclusa, pezzi da novanta come Rahimi (al SJK), Lassas (andato al Colonia) e Väisänen, tornato all'AIK per fine prestito. Via anche Ahonen, Johansson, Sinisalo e Kastrati. Sono arrivati Gela in difesa dal Lahti e, soprattutto, Juho Mäkelä in attacco. Dopo le 16 reti realizzate l'anno scorso con il VPS, è lui il giocatore da cui tutto l'HIFK si aspetta i gol-salvezza. Liigacup disastrosa, con 4 punti conquistati e 9 reti subite (peggior difesa del torneo).
Valutazione: 2/5


HJK (allenatore Lehkosuo - confermato) - Il terzo posto conquistato lo scorso anno, dopo un filotto di 6 scudetti consecutivi, è stato un ottimo pretesto per compiere un'autentica rivoluzione al Klubi, se possibile ancora più clamorosa di quella di due stagioni fa. La "vecchia guardia" non esiste praticamente più (via Heikkinen, Mendy, Jallow, Savage, Lampi, Sahlgren, Zeneli, Schüller, Heikkilä, Baah, Peiponen, Kandji, Moussi e Ojala...scusate se è poco!!!), e il mercato in entrata, seppur con nomi importanti, non sembrava coprire tutti i vuoti lasciati. Almeno fino a qualche giorno fa, quando gli acquisti di Medo a centrocampo e di Forssell in attacco (per entrambi un ritorno), hanno praticamente azzerato il gap con il SJK. Alla corte di Lehkosuo sono arrivati, inoltre, il gioiellino Uusitalo in porta, mentre in difesa ecco Rexhepi, l'esperto Jalasto e il serbo Tatomirović; a centrocampo ottimo l'acquisto di Onovo dall'Inter, oltre che il ritorno di Annan. Oltre al già citato Forssell, il resto della prima linea è decisamente "esotico" con il ghanese Gadze e, soprattutto, la giovane promessa Morelos, arrivato dai colombiani del Medellin e già protagonista in Liigacup con 3 reti, che però non sono servite al Klubi per raggiungere la finale.In casa HJK vogliono tornare a essere protagonisti: la sfida al SJK è lanciata.
Valutazione: 5/5


IFK MARIEHAMN (allenatore Virtanen/Lundberg - nuovo) - Pekka Lyyski non poteva chiudere nel modo migliore i suoi 13 anni alla guida degli isolani; lo scorso 26 settembre, infatti, il Mariehamn ha vinto la prima Coppa di Finlandia della sua storia, superando 2-1 l'Inter Turku grazie ad una doppietta di Assis. Proprio il brasiliano, assieme al giamaicano Orgill, sono le punte di diamante di una rosa che ha perso nomi importanti (Petteri Forsell, Otso Virtanen, Duarte Tammilehto) e ha fatto poco o nulla in entrata (il portiere scozzese Wight e il ritorno del centrocampista Petrović dopo la parentesi svedese). Il duo Virtanen/Lundberg, alla guida dei biancoverdi, punta ad una stagione tranquilla, sperando di ben figurare in Europa League. Male in Liigacup (4 punti, ultimo posto del girone).
Valutazione: 3/5


ILVES (allenatore Wiss - nuovo) - Dopo la travagliata stagione 2015, iniziata con Armstrong e conclusa con il nostro Marco Baruffato in panchina a causa della clamorosa vicenda che ha visto, suo malgrado, protagonista l'allenatore inglese, le "linci" quest'anno sono state affidate a Jarkko Wiss, nato e cresciuto a Tampere e con 45 presenze in Nazionale alle spalle. Al nuovo tecnico il compito di guidare i gialloverdi alla salvezza, con gli arrivi di Matrone e Milosavljević dall'SJK e Aspegren dal KTP, oltre che del senegalese Tendeng e di Hilska dal JJK. Ceduti Köse, Rantanen, Diouf, Epeleze, Ugwunna, oltre che Ojanperä, che ha annunciato il suo ritiro. Liigacup con soli 4 punti all'attivo.
Valutazione: 2/5

INTER TURKU (allenatore Dragtsma - confermato) - Due finali consecutive di Coppa di Finlandia perse e una di Liigacup mancata per un solo punto, a vantaggio del Lahti. L'Inter Turku, da qualche anno, è così: arriva sempre vicina ai traguardi ma non li coglie (l'ultimo successo risale al 2009, con la vittoria della Suomen Cup). Eppure Dragtsma è sempre solido in panchina, e quest'anno sembra che la squadra voglia tornare a dire qualcosa di importante in campionato; il quarto posto della scorsa stagione ha dato fiducia e i nerazzurri si sono rinforzati bene, con gli arrivi di Obilor dal RoPS e gli ingaggi di Pape Sow (ex Panathinaikos) ed Henrik Moisander tra i pali (gemello di Niklas, difensore della Samp). Dolorosa la cessione di Onovo ai rivali dell'HJK e del gioiellino Kairinen, provinato anche dalla Juventus e accasatosi poi ai danesi del Midtjylland. Se trovassero un po' di continuità in attacco, con Gnabouyou atteso alla consacrazione definitiva, potrebbero ambire anche ad un piazzamento europeo.
Valutazione: 4/5


KUPS (allenatore Rajamäki - confermato) - Molte (troppe) partenze importanti e pochi acquisti. Sarò ben lieto di sbagliarmi, ma il KuPS per me quest'anno rischia grosso. Liigacup deludente (4 punti e ultimi nel girone) e cessioni eccellenti (da Hatakka a Markić, da Trafford a Sirbiladze, da Maanoja a Bowen, oltre al ritiro di Ilo). Sono arrivati il giovane portiere austriaco Kreidl in prestito dall'Amburgo, oltre ad Ääritalo in attacco e a una colonia di nigeriani (Chibuike, Salami e il nazionale Egwuekwe). Un mix decisamente rischioso: funzionerà?
Valutazione: 1/5



LAHTI (allenatore Korkeakunnas - confermato) - Finale di Liigacup in cassaforte e tutta l'intenzione di rompere le uova nel paniere a SJK e HJK. Se ne sono andati in tanti (Gela, Toivomäki, Ristola, Ääritalo, Lagerblom, Moisander, Sesay, oltre al ritiro della leggenda Petri Pasanen), ma gli ingaggi di Maanoja in porta e di Tammilehto a centrocampo assicurano un alto tasso di esperienza. C'è anche l'imprevedibilità, con Korkeakunnas che ha voluto credere in Kalle Multanen, moltissimi gol nelle categorie inferiori e già andato a segno in Liigacup; aggiungiamo anche la rinnovata collaborazione con il Fluminense, che ha portato ai prestiti di Bonilha e Euller. Un tocco carioca, assieme al sempiterno Rafael, per una squadra che vuole stupire.
Valutazione: 4/5


PK35 VANTAA (allenatore Kuqi - confermato) - Non chiamatela neopromossa, perché in Liigacup ha dato filo da torcere a tutte, perdendo solo l'ultima partita (ininfluente) contro il Mariehamn. La squadra dei Kuqi (Shefki in panchina e il fratello Njazi in campo, recente acquisto) ha una rosa importante e ambisce ad una salvezza senza patemi. Oltre al già citato Njazi Kuqi, sono arrivati anche Kollar in porta, oltre a Ristola, Äijälä e il brasiliano Kaufmann. Ceduti Rantanen, altri due Kuqi (Albert e Daut), Redzepi e Jeng. La colonia spagnola (Mateo, Vilaboa, Portela, Couñago) e l'argentino García sono confermatissimi. Da seguire con attenzione, a mio avviso ci sarà da divertirsi.
Valutazione: 3/5


PS KEMI (allenatore Åhman - confermato) -Se il PK35 vuole ben figurare, il Kemi non è da meno. Secondi nel girone di Liigacup (davanti all'irraggiungibile SJK) e da tenere attentamente d'occhio, perché al di là delle cessioni di Kollar e del portoghese Cid, la rosa dello scorso anno che ha vinto l'Ykkönen è stata confermata in blocco, impreziosita anche dagli arrivi di Veteli, del brasiliano Muller e dell'inglese Gilligan. Pezzo forte l'attacco, con un altro inglese, Ions, e l'americano Eissele. Hanno segnato a grappoli nelle categorie inferiori e in Liigacup hanno già timbrato entrambi il cartellino. Possono essere la sorpresa della stagione.
Valutazione: 3/5


ROPS (allenatore Malinen - confermato) - Vittoria del campionato sfiorata lo scorso anno (un solo punto in meno del SJK) e squadra smantellata o quasi: se ne sono andati Obilor, Ibiyomi, Markkanen, Hradecky, Yaghoubi, Chencinski, John, Ramadingaye e Roiha. I nuovi arrivati sono il portiere americano Back, Hämäläinen dall'Inter, Taylor dal JJK e il ghanese Osei, oltre al ritorno di Muinonen. Un po' troppo poco per ripetere lo strepitoso 2015, e infatti la Liigacup è andata così così (1 vittoria 3 pari e 1 sconfitta). Quest'anno ci sarà anche l'Europa League. Staremo a vedere.
Valutazione: 3/5


SJK (allenatore Valakari - confermato) - Il primo scudetto non si scorda mai, ma a Seinäjoki pensano già al futuro. Il nuovo stadio (un gioiellino) è quasi pronto, Valakari è fresco di rinnovo e la squadra è forte. E' vero, se ne sono andati tanti protagonisti dell'ultimo campionato (da Gogoua a Pelvas passando per il brasiliano Allan, mentre Heikkilä è rimasto solo qualche giorno), ma gli arrivi non li hanno fatti rimpiangere: Rahimi dall'HIFK, Eremenko jr. dallo Jaro, Hurme dall'Odds, l'estone Kink dal Levadia (qualcuno lo ricorderà fugacemente nel Varese qualche anno fa), oltre che il ritorno in Finlandia di Méïté e la giovane promessa Hradecky. Il vero colpaccio, tuttavia, il Kerho lo ha fatto in attacco, tenendosi Roope Riski. Favoriti insieme all'HJK per la vittoria del campionato e già in finale di Liigacup, che contenderanno al Lahti. Unica incognita, la Champions: quest'anno brutta figura in Europa League (fuori al primo turno contro gli islandesi dell'FH), per evitare traumi da ranking passare il secondo turno preliminare della coppa dalle grandi orecchie diventa più di un dovere, anche se il basso coefficiente sicuramente non concederà un avversario facile.
Valutazione: 5/5



VPS (allenatore Vuorinen - confermato) - Mercato come sempre al ribasso, quello del Vepsu, e Vuorinen che dovrà fare i salti mortali per conquistarsi la salvezza. Lo scorso anno era stato Juho Mäkelä a garantire, con i suoi gol, la permanenza nella massima serie; quest'anno, con l'attaccante passato all'HIFK, i bianconeri dovranno affidarsi ad altre armi. Come ad esempio il giamaicano Clennon, che raggiungerà il connazionale Morrissey a titolo definitivo dopo aver già giocato in prestito qualche match la scorsa stagione. Importante innesto in difesa con Veli Lampi, mentre si smantella la colonia yankee composta da Shafer, Seabrook e Broekhuizen. Liigacup tutto sommato positiva, con 2 vittorie 1 pari e 2 sconfitte, ma in campionato sarà un'altra musica.
Valutazione: 1/5

sabato 21 novembre 2015

Intervista esclusiva a Giovanni Costantino, allenatore delle giovanili dell'FC Futura Porvoo!



Dopo la bella chiacchierata con Marco Baruffato, Calcio Finlandese ha contattato un altro allenatore italiano che ha deciso di tentare l'avventura nel paese di Babbo Natale. Si chiama Giovanni Costantino, viene da Messina e allena le giovanili del club FC Futura, con sede a Porvoo, graziosa cittadina a pochi km da Helsinki. Buona lettura!

Ciao Giovanni! Da Messina a Porvoo, un bel salto...raccontaci brevemente la tua carriera e come sei finito ad allenare in Finlandia!

Ho giocato in Italia fino al campionato di Promozione e la mia ultima stagione è stata nel 2008, quando ho vinto il campionato di Prima Categoria in Alto Adige con l'FC Neugries. Qualche anno dopo ho iniziato a fare lo scout nel Nordest (vivevo a Trieste), mi occupavo dei campionati sloveni e croati compilando dei report statistici e sui giocatori per alcuni allenatori. Nel marzo 2013 a Ferrara ho preso il mio primo patentino come allenatore dilettante, ma ho intuito che in Italia non avrei avuto la possibilità di fare questo lavoro a tempo pieno, così ho iniziato a guardarmi intorno e sono venuto a contatto con l'allora direttore tecnico del settore giovanile dell'FC Futura Porvoo Roberto Nuccio, che ho conosciuto di persona nel maggio 2013. Dopo una settimana di prova mi ha proposto un contratto annuale a partire da novembre 2013. Sempre nello stesso periodo ho fatto il corso UEFA "B" in Italia e così ho preso la decisione di trasferirmi definitivamente in Finlandia.

Com'è stato il tuo primo impatto con questo nuovo paese e qual è, in generale, il tuo rapporto con la Finlandia e i suoi abitanti?


Il primo impatto con il paese non è stato facile, anche perchè le differenze culturali e di stile di vita sono elevate. Dopo due anni ho imparato tuttavia a conoscere ed apprezzare i finlandesi, con i loro pregi e i loro difetti. Il rispetto delle persone è al primo posto tra i loro valori, e se vedono che una persona si impegna sul lavoro e fa le cose in un certo modo, quella persona viene valorizzata ed apprezzata (come del resto hanno dimostrato, rinnovandomi il contratto altre due volte). Per quanto riguarda il clima, venendo dalla Sicilia, la differenza è ovviamente abissale, anche se personalmente soffro di più la luce estiva che il buio invernale: è tremendo quando alle 4 del mattino il sole è già alto! Durante l'inverno invece riesco ad adattarmi molto meglio al ritmo giorno-notte.

Un siciliano atipico, quindi! Parlaci un po' del tuo lavoro e di com'è una tua giornata-tipo.


Per adesso sto allenando l'under 17 e il gruppo del 2002. In questi due anni i ragazzi mi hanno regalato 3 vittorie di campionato e per me è stata una soddisfazione grandissima, specialmente in un paese lontano e parlando in una lingua diversa (l'inglese, che i finlandesi sanno benissimo).
La mia giornata è un po' all'opposto di un "classico" giorno lavorativo perché la mattina sono libero, mentre dalle 12 in poi ricevo la lista dei presenti e inizio a preparare gli allenamenti delle mie squadre. Avendo la qualifica di "match analyist" effettuo anche l'analisi delle partite per i ragazzi, e lavoro molto su video per poterli far crescere. Si tratta di un concetto che ritengo molto importante per portare avanti un lavoro fatto bene e i risultati ci stanno dando ragione, visto che siamo riusciti nel giro di un anno a portare 3 ragazzi nella rappresentativa regionale. Non avendo eccellenze da un punto di vista tecnico direi che non è cosa da poco!

Il livello delle strutture in Finlandia è soddisfacente per poter svolgere il tuo lavoro o c'è da migliorare?


Le strutture sportive e logistiche finlandesi sono ottime. Qui a Porvoo, purtroppo, non abbiamo ancora un campo indoor e dobbiamo allenarci all'aperto anche d'inverno con il limite di temperatura a -15° (al di sotto il pallone diventa come una pietra!). A Helsinki o nelle grandi città ci sono strutture migliori, ma sono comunque sacrifici che si fanno quando si ama questo lavoro. Mi piace poi sottolineare il fatto che con qualsiasi condizione climatica (pioggia, vento, ghiaccio) i ragazzi sono sempre presenti agli allenamenti, non mollano davvero mai e questa è una grande dote (il famoso "sisu" finlandese ndr). A Porvoo ci sono comunque anche 3 campi in sintetico e 5 in erba naturale, tutti comunali e tutti con tariffe irrisorie (nell'ordine dei 10 euro l'ora). Certo, gli spogliatoi non sono un granché, ma qui non esiste la cultura dello "spogliatoio", i ragazzi quando finiscono fanno la doccia a casa e non al campo.

Mi sembra che ti sia ambientato molto bene in questi anni. Il tuo futuro sarà ancora in Finlandia? 

Il futuro è da scoprire, non amo i matrimoni a lungo termine e penso che resterò qui fino a quando avrò le motivazioni. Per adesso non ho avuto proposte che mi abbiano convinto a lasciare la Finlandia, ma come disse il mio istruttore al corso UEFA: "Se alleni in Finlandia puoi allenare in tutto il mondo". Inoltre ho fatto il corso di "match analyst" a Coverciano e credo di poter sfruttare anche questa qualifica per potermi inserire. Purtroppo noi italiani siamo parecchio svantaggiati sotto questo aspetto, visto che non abbiamo la possibilità di proseguire il percorso di studi (UEFA "A" e UEFA "PRO") se non abbiamo una grossa carriera da calciatore o allenatore. In Spagna e Germania i corsi sono più meritocratici e la qualità del loro lavoro si vede. Io nel frattempo aspetto e sono convinto che presto arriverà l'occasione giusta.

Un'ultima domanda: cosa pensi della pagina Facebook e del blog "Calcio Finlandese"?

Lo ritengo uno strumento unico per gli italiani per seguire il calcio finlandese; vedo che c'è parecchia competenza, sia da parte di chi scrive che dei lettori che commentano, segno che non si segue tanto per seguire ma lo si fa con passione!

Grazie mille Giovanni per la disponibilità e in bocca al lupo per il tuo futuro e la tua carriera!

Grazie a voi! E se qualcuno si trovasse a Porvoo e volesse vedere qualche allenamento, è il benvenuto!